Programma per le competenze e la cultura digitale

L’inclusione digitale

L’inclusione digitale occupa un posto di rilievo nell’Agenda digitale per l’'Europa (DAE), adottata dalla Commissione europea nel maggio 2010. In particolare, nell’ambito del Pilastro 6 “Enhancing digital literacy, skills and inclusion”, la Commissione propone una serie di misure volte a promuovere l’adozione delle tecnologie digitali da parte di gruppi potenzialmente svantaggiati, quali anziani, persone con un basso livello di istruzione o con un reddito basso. Migliorare l’accesso per le persone con disabilità è un’altra delle azioni politiche illustrate dall’Agenda digitale. Una parte importante del programma di inclusione digitale tiene conto dell’invecchiamento demografico e al contributo che le ICT possono apportare in questo ambito.

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A livello UE, l’inclusione digitale occupa un posto di rilievo nell’Agenda digitale per l’'Europa (DAE), adottata dalla Commissione europea nel maggio 2010. In particolare la Commissione propone una serie di misure volte a promuovere l’adozione delle tecnologie digitali da parte di gruppi potenzialmente svantaggiati, quali anziani, persone con un basso livello di istruzione o con un reddito basso. Migliorare l’accesso per le persone con disabilità è un’altra delle azioni politiche illustrate dall’Agenda digitale. Una parte importante del programma di inclusione digitale tiene conto dell’invecchiamento demografico e al contributo che le ICT possono apportare in questo ambito: una migliore qualità della vita per gli anziani, riduzione dei costi di assistenza, opportunità di business nella cosiddetta “economia d’argento”.permalink frase

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L'inclusione riguarda in particolare le seguenti macro categorie di persone che rappresentano quindi target prioritari:permalink frase

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I. donne non occupate o in particolari condizioni (digital divide di genere)permalink frase

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II. immigrati (digital divide linguistico-culturale)permalink frase

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III. anziani senza familiarità con le tecnologie (digital divide intergenerazionale)permalink frase

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IV. persone con disabilitàpermalink frase

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V. persone detenutepermalink frase

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Le strategie tecnologiche di inclusione sono fortemente connotate in funzione del target da raggiungere.permalink frase

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I. Donne non occupate o in particolari condizioni (Digital Divide di genere)

Colmare questa tipologia di divario digitale con:permalink frase

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azioni idonee a far comprendere i benefici dall’uso di tali tecnologie, non come imposizione ma come opportunità, soprattutto per le donne anziane, che rappresentano il gruppo sociale che vive in modo più serio l'esclusione dalle nuove tecnologie-permalink frase

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azioni concrete di alfabetizzazione informatica, atte a conferire le necessarie competenze e abilità informatiche, alfabetizzazione “aggiornata” al contesto attuale e all’evolversi rapido delle tecnologie, fornendo soluzioni per il soddisfacimento di nuovi bisogni.permalink frase

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iniziative per la creazione di una cultura digitale, che faccia comprendere all’universo femminile le opportunità, i vantaggi, le occasioni di sviluppo personale, sociale, professionale. La fotografia data del resto si collega al ruolo della donna nel modello tradizionale (ancora persistente) della nostra società quale soggetto cui è affidata la cura della casa e della famiglia: le basse percentuali di utilizzo delle ICT evidenziano il rischio di non usufruire dei vantaggi che la rete ha non solo per lo sviluppo professionale, ma anche per le attività legate alla vita quotidiana.permalink frase

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maggiore coinvolgimento nella progettazione dei servizi, con una serie di azioni che non riguardano solo le donne utenti, ma, in primo luogo, il soggetto pubblico e/o privato che eroga servizi. Se infatti è essenziale la formazione nell’utilizzo della rete e dei servizi online, condizione imprescindibile sarà che quei servizi ci siano, siano semplici e progettati con attenzione alle diverse esigenze. Questo suggerisce la necessità di un maggiore coinvolgimento delle donne anche nel processo di rilascio di open data, che devono essere strutturati e interpretati con indicatori di genere, al fine di abilitare la raccolta di informazioni e la realizzazione di applicazioni utili per il mondo femminile.permalink frase

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Creazione di una consapevolezza delle prospettive di carriera femminile, puntando sia sulla fase iniziale ed intermedia della crescita professionale, che sulle opportunità di carriera di alto livello incentivando lo spirito imprenditoriale e sostenendo l’interazione tra il mondo dell’educazione e quello imprenditoriale, attraverso pratiche di integrazione formativa tra scuola e impresa per le giovani potenziali professioniste.permalink frase

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Iniziative per incrementare la sensibilizzazione delle Amministrazioni pubbliche e delle imprese su potenziali forme di lavoro compatibili alle attività della donna (job-sharing, telelavoro) accrescendo gli strumenti e i servizi volti a conciliare meglio vita privata e lavorativa. Grazie alle ICT favorire il work-life balance, anche al fine di consentire alle donne di rientrare nel mercato del lavoro o accedervi per la prima volta, innescando l’innalzamento della domanda di servizi e di lavoro professionalizzato.permalink frase

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Azioni per sviluppare l’empowerment finanziario. L’importanza di una buona educazione finanziaria è stata riconosciuta da alcuni anni dall’Unione europea e di recente, in considerazione del rilevato gap di conoscenze tra uomini e donne su questi argomenti, in sede OCSE è stato istituito un apposito gruppo di lavoro incaricato di approfondire il tema dell’empowerment delle donne in materia finanziaria, nell’ambito dell’International framework for financial education (INFE).

II. Immigrati (Digital Divide linguistico – culturale)

Colmare questa tipologia di divario digitale con:

formazione linguistico-culturale. Nessun tipo di inserimento lavorativo e sociale, infatti, può essere pensato come effettivo senza una conoscenza almeno di base della lingua del Paese ospitante.permalink frase

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formazione informatica di base, come strumento di integrazione e formazione di livello specialistico. La formazione informatica, infatti, oltre ad ampliare le competenze e, quindi, a potenziare l’occupabilità dei migranti, permette anche di avere accesso immediato alle informazioni cruciali per usufruire dei servizi locali, inoltre consente di rafforzare la conoscenza della lingua italiana e di comunicare attivamente con il mondo esterno.permalink frase

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il riconoscimento delle competenze acquisite e quindi che il percorso formativo possa essere inquadrato nella cornice ufficiale di una certificazione, per acquistare maggior valore sul mercato del lavoro. Un importante obiettivo è la valutazione ufficiale delle competenze, capacità e conoscenze secondo modelli di riferimento Europeipermalink frase

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lo sviluppo, in collaborazione con RAI, di progetti e servizi crossmediali per favorire l’integrazione, l’apprendimento della lingua italiana e lo sviluppo di una cittadinanza attiva.permalink frase

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III. Anziani senza familiarità con le tecnologie (digital divide intergenerazionale)

Il divario digitale intergenerazionale è un problema sostanziale nella società italiana, caratterizzata da una percentuale estremamente elevata di popolazione adulta/anziana che non è in condizione di trarre quei benefici che l’uso delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni garantiscono. Le ragioni che stanno dietro questo fenomeno sono molteplici, identificabili nella combinazione tra la complessità e continua evoluzione delle competenze necessarie per l’utilizzo delle tecnologie digitali e l’assenza di ingaggio volontario (divario digitale volontario) per mancanza di interesse e di occasioni per l’utilizzo delle ICT. È necessario così sviluppare iniziative che capitalizzino sulle competenze dei nativi digitali , ovvero di coloro che, di gran lunga i maggiori utilizzatori di ICT (il 93% di loro lo fa quotidianamente), hanno sviluppato spontaneamente delle competenze avanzate in ambito digitale, attraverso interazioni creative con la tecnologia. I ragazzi rappresentano quindi un veicolo strategico attraverso il quale progettare occasioni di incontro e modelli di apprendimento intergenerazionale.permalink frase

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IV. Persone con disabilità

L'eliminazione del divario digitale per le persone con disabilità è possibile attraverso l'implementazione dell'accessibilità ai seguenti livelli:

rendere accessibili hardware, software, siti web, piattaforme, dispositivi, periferiche, strumenti digitali, anche con la diffusione della cultura dell'accessibilità e la conoscenza degli standard tecnici per la progettazione e realizzazione di prodotti e servizi tecnologici accessibili, oltre che rendendo obbligatorio, ove necessario, il rispetto delle normative per i servizi pubblici e di pubblica utilità: PA, e-government, sistemi automatizzati e videoterminali, servizi per il lavoro, sanità e sicurezza sociale, scuola, istruzione e formazione, biblioteche pubbliche, e-banking e fisco, e-commerce, informazione e comunicazione, intrattenimento e tempo libero. È importante rendere le interfacce e i dispositivi non solo accessibili ma anche usabili, e rendere immediatamente individuabile il livello di accessibilità dei siti web per le specifiche tipologie di disabilità. L'accessibilità deve anche consentire alla persona con disabilità di creare contenuti per il web o dispositivi digitali: a fianco degli standard tecnici devono essere sviluppati strumenti che supportino gli utenti con disabilità nella creazione di contenuti attraverso esempi e template e attraverso la semplificazione di funzioni per l'accessibilità, ad esempio sottotitolazione di video o aggiunta di audio a immagini o testi. In collaborazione con MISE, AGCOM e RAI, recepire, in particolare, le raccomandazioni relative all’usabilità e all'accessibilità per tutte le tecnologie televisive emergenti (es. EPG, decoder, smart TV/Tv connessa e agli altri dispositivi che integrano servizi e funzioni del web 2.0).permalink frase

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rendere accessibili contenuti, materiali, risorse, prodotti multimediali. Gli standard e le norme tecniche esistenti forniscono indicazioni per rendere accessibili i contenuti digitali, assicurandone la fruizione alle persone con disabilità attraverso la loro erogazione in formati alternativi. La Commissione Europea ha sottoscritto nel 2010 un Memorandum of Understanding con la finalità di garantire l'accesso alla lettura di testi a stampa alle persone con disabilità. Il miglioramento della leggibilità di contenuti e la loro conversione in formati alternativi in siti web, dispositivi mobili, e-book readers rappresenta una priorità da perseguire, anche attraverso l'adozione di formati aperti e interoperabili. Intervenire sui testi anche attraverso strumenti quali gli analizzatori di leggibilità, al fine di offrire informazioni e contenuti accessibili e comprensibili soprattutto per le persone che hanno difficoltà legate alla lettura e alla scrittura (dislessia, sordità o disabilità mentali).permalink frase

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rendere accessibili i processi con cui si comunica, si interagisce, si apprende, si creano contenuti e saperi attraverso le ICT. La formazione in rete e le tecnologie presentano una serie di vantaggi per le persone con disabilità: flessibilità, personalizzazione, adattamento di tempi e ritmi di apprendimento, interattività, possibilità di superare gli ostacoli di comunicazione. Tuttavia esistono barriere che precludono la fruizione di tali modalità formative ai disabili: per questo è necessario che non solo le piattaforme e i siti web siano accessibili, ma che i contenuti didattici, le attività e le modalità di comunicazione, interazione e collaborazione siano adeguatamente progettati per essere accessibili a tutti, nel rispetto delle diverse tipologie di disabilità e di bisogni speciali. Alle specifiche e agli standard tecnici andrebbero affiancate linee guida e percorsi formativi basati sui principi dell'Universal Design per la progettazione di percorsi di apprendimento attraverso le ICT che siano accessibili dal punto di vista degli approcci e delle metodologie didattiche.permalink frase

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V. Persone detenute

Un problema che vivono gli ex- detenuti è il reinserimento attivo nella società. Da qui l'impegno della società civile e delle Istituzioni nel definire progetti di formazione rivolti ai settori professionali più moderni e più ricchi di occasioni, quali l'informatica, le lingue, le nuove tecnologie multimediali e telematiche, così da assicurare ai detenuti di essere realmente competitivi nel mercato del lavoro. Tra i soggetti svantaggiati però, le persone detenute, anche nell’ipotesi di utilizzo dei sistemi informatici, sono penalizzati dall'impossibilità di avere libero accesso alla rete.permalink frase

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Al momento, sono allo studio forme protette di utilizzo di Internet. Sono state ipotizzate dal Ministero della Giustizia, due possibilità per rendere accessibile Internet ai detenuti: la prima è quella di utilizzare un collegamento mirroring, ovvero specchiato, che consiste nel collegarsi ad alcuni siti scelti in precedenza, scaricarne le pagine, scollegarsi e solo allora permettere ai detenuti di navigare, una specie di navigazione in differita. La seconda è quella di consentire la navigazione solo in certi siti predefiniti, ma questa soluzione è più problematica perché ogni sito rimanda ad altri, con il rischio di perdere il controllo sulla navigazione. Tra le proposte prioritarie che l’Associazione Antigone ha presentato al Ministero della Giustizia per rendere le carceri più vicine alla realtà esterna e facilitare la reintegrazione dei detenuti, c’é l’introduzione del web quale principale strumento di informazione e di partecipazione alla vita pubblica. In altri Paesi ciò è già possibile. Negli USA, nel Wisconsin, sono possibili visite on line da parte di amici e familiari dei detenuti.permalink frase

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Le iniziative si devono configurare come azioni volte alla formazione permanente di persone in condizioni svantaggiate attraverso l’uso delle moderne metodologie informatiche e telematiche con lo scopo di favorire l’esercizio del diritto allo studio delle persone detenute, attraverso una piattaforma on-line in grado di collegare in tempo reale il carcere con il mondo educativo ed azioni volte principalmente come raccordo tra le esperienze di formazione e il mercato del lavoro per l’inserimento degli ex detenuti con la qualificazione guadagnata all'interno del penitenziario.permalink frase

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Gli studenti devono però assumere un ruolo attivo nell'acquisizione e nell'uso delle conoscenze.permalink frase

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