Programma per le competenze e la cultura digitale

Competenze digitali specialistiche

Il Programma per la cultura, la formazione e le competenze digitali, ha tra le proprie linee di azione quella della creazione e del rafforzamento delle competenze digitali specialistiche. Il suo target di riferimento sono i professionisti ICT attuali e futuri con l’obiettivo di consentire l’acquisizione ed il consolidamento delle competenze digitali per la crescita professionale, l’allineamento degli skill professionali agli standard internazionali, il miglioramento della produttività e della competitività del sistema imprenditoriale.

Puoi partecipare alla Consultazione commentato il testo riportato in questa pagina. Per inviare il tuo contributo clicca sull’icona a destra del paragrafo che intendi commentare e inserisci il testo del tuo commento. Per inserire nuovi commenti o commentare i commenti già inseriti è necessario autenticarsi attraverso il sistema FormezAuth o propri account social (Facebook, Twitter).

Per individuare le azioni più appropriate è necessario coinvolgere massicciamente gli stakeholder del mondo della formazione, del mondo delle imprese/delle industrie, le agenzie governative ed in particolare: scuola, docenti e studenti; intermediari professionali del sistema delle imprese (Associazioni di rappresentanza imprenditoriale, Ordini professionali, Centri servizi, gestori dei Fondi Interprofessionali); università e istituti di Alta formazione; provider formativi e vendor ICT; Pubblica Amministrazione centrale e locale; lavoratori dipendenti già stabilmente inseriti in azienda che hanno bisogno di formazione continua per l’apprendimento permanente; disoccupati/ inoccupati, giovani; lavoratori ed imprenditori delle micro e PMI; giovani start-upper o neoimprenditori con competenze digitali.permalink frase

10

L’analisi dei fabbisogni formativi dei professionisti ICT deve prevedere, da una lato un aggiornamento costante basato sulla lettura dei dati esistenti attraverso fotografie delle realtà territoriali puntuali e, dall’altro, modalità di comunicazione dei dati all’utenza finale che prendano in considerazione anche strumenti di visualizzazione dei dati potenzialmente utili in termini di orientamento.permalink frase

6

E’ fondamentale che anche le Pmi e le microPmi imprese possano dotarsi di personale con competenze “ a specializzazione digitale”, anche di alto profilo, capaci di introdurre all’interno delle aziende quegli elementi di innovazione capaci di traghettarli e portare sostanziali benefici alle performance aziendali.permalink frase

9

La diffusione di cultura e di competenze digitali nel nostro tessuto imprenditoriale è tra le strategie primarie dell’Agenda digitale italiana quale passaggio cruciale del percorso di sviluppo e crescita di competitività delle imprese e della Pubblica Amministrazione. Tra gli assi prioritari (identità digitale e servizi digitali innovativi; Pubblica Amministrazione digitale; istruzione digitale; sanità digitale; impulso per la banda larga e ultralarga; moneta e fatturazione elettronica; giustizia digitale; città e comunità intelligenti) quello delle competenze digitali necessita di un’azione incisiva e di ampie dimensioni per orientare le PMI verso una crescita della cultura digitale.permalink frase

2

Esiste un panorama molto frammentato per ciò che concerne le attività di certificazione e standardizzazione sul tema ICT: le attività sono svolte da consorzi/gruppi di imprese, per professionalità specialistiche con competenze sul prodotto, oppure da organizzazioni internazionali che si occupano di standard come CEN e ISO.permalink frase

9

In questo contesto, la scelta è stata quella di privilegiare un approccio alle competenze professionali, più che un approccio ai profili professionali ICT. Tra le diverse iniziative avviate a livello europeo e nazionale, il contributo più rilevante in tema di definizione delle competenze ICT è stato l’ European e-Competence Framework (e-CF), che rappresenta un modello di riferimento delle competenze ICT che può essere utilizzato e compreso da società utenti e fornitrici, dal settore pubblico, dalle parti sociali e dalle istituzioni. L’e-CF è lo strumento di riferimento europeo dell’Agenda Digitale, a supporto delle imprese e delle persone che operano nel campo dell’Information e Communication Technology (ICT), finalizzato ad identificare e valutare le competenze che servono, per facilitare l’incontro tra domanda e offerta, per monitorare gli spazi di miglioramento e di crescita. L’e-CF è conforme ad altri framework internazionali è stato costruito nell’ambito del CEN e supportato dalla DG Enterprise, è uno strumento open source, liberamente scaricabile dal sito www.ecompetences.eu. Infine, l’e-CF costituisce il riferimento per la norma quadro italiana UNI 11506 per le professioni ICT.permalink frase

13

L’accrescimento e l’evoluzione delle competenze dei professionisti ICT – attuali e futuri – passa anche attraverso un’offerta formativa diversificata e integrata, in grado di permettere la lettura dell’apprendimento alla luce dell’ e-CF con la conseguente convalida delle competenze acquisite nell’ambito di esperienze formative non formali, svincolate dal riconoscimento di qualifiche professionali. Si veda, in tal senso, la raccomandazione del Consiglio europeo sulla convalida dell'apprendimento non formale e informale che sottolinea l’importanza del riconoscimento delle diverse tipologie di apprendimento (formale, non formale e informale) rese sempre più possibili dalla diffusione dell’ICT e di tecnologie didattiche di supporto ad un processo di apprendimento autogestito. I sistemi regionali della formazione professionale rivestono un ruolo fondamentale in tal senso.permalink frase

3

Obiettivi

L’obiettivo delle azioni da intraprendere è quello di supportare sul mercato territoriale lo scambio di saperi tra aziende, imprenditori e professionisti ICT, per generare nuove opportunità professionali e nuova occupazione anche in una logica di rete di imprese, portando alla costituzione di un polo condiviso di competenze cui attingere, che coniughi “luoghi virtuali” e “luoghi reali”: luoghi virtuali per apprendere anche a distanza in comunità di interesse, luoghi fisici per consentire la conoscenza.permalink frase

7

Altro obiettivo deve essere quello di anticipare i bisogni del mercato, anche attraverso la definizione di modalità partecipate e concertate di analisi del mercato (grazie alle potenzialità degli strumenti ICT e dei social media) e formare tempestivamente profili emergenti ad esempio per quanto riguarda il cloud computing, gli open data e i big data (es. data scientist), l’utilizzo dei social media per la digital transformation, il design dei servizi digitali, ecc.permalink frase

6

Strumenti

Gli strumenti: occorre costruire delle opportunità qualificate anche per una popolazione di professionisti ICT “adulta”, che ha modalità di apprendimento più orientate al confronto esperienziale e alla partecipazione, così da valorizzare un patrimonio di competenze già esistente, coniugando l’aula e l’e-learning con iniziative meno formalizzate (coaching, tutoring, …), sino ad arrivare ad occasioni di autoapprendimento guidato (ad es. community, webinar, learning store per autoapprendimento). L’offerta qualificata di formazione specialistica dovrà essere coerente anche con gli spunti del piano d'azione "Opening up Education" ed incentivare l'innovazione e le competenze digitali nelle scuole e nelle università, anche attraverso l’attivazione di eventi formativi innovativi quali i MOOC (Massive Open Online Courses - corsi online aperti e di massa), che aprono l’istruzione universitaria e consentano l'accesso all'istruzione in qualsiasi luogo, in qualsiasi momento e mediante qualsiasi dispositivo in un’ottica di formazione continua anche per occupati.permalink frase

8

In quest’ottica, anche gli attori dell’ecosistema formativo devono adeguare le proprie competenze per un uso efficace degli strumenti ICT e dei social media al fine di allineare l’offerta e i servizi formativi all’evoluzione del mercato: la formazione dei professionisti ICT deve passare attraverso formatori innovativi e adeguatamente formati, per cui è possibile che siano necessarie azioni di “Formazione formatori” conseguenti all’adozione di politiche di sviluppo delle competenze digitali.permalink frase

5

Azioni

Le azioni da intraprendere:

identificazione delle aree strategiche (di sviluppo e di business) per il prossimo futuro e i bisogni di forza lavoro/di competenze in questo contesto;permalink frase

4

conoscenza delle competenze ICT presenti nel mondo del lavoro – attraverso l’analisi dei dati disponibili e provenienti da università, scuola, Istat, mercato del lavoro;permalink frase

7

disponibilità di osservatorio permanente della domanda e dell’offerta di competenze digitali;permalink frase

3

realizzazione di azioni che permettano di superare il disallineamento domanda-offerta: identificazione delle classi di lavoratori/professionisti cui proporre iniziative di formazione/aggiornamento ecc., individuando priorità e mettendo a punto adeguate strategie di raggiungimento degli obiettivi;permalink frase

3

individuazione degli strumenti per l’implementazione di tali azioni e la pianificazione delle risorse (umane, finanziarie, strumentali, di cooperazione e partnership) da mettere in campo, delle responsabilità e dei ruoli politici ed operativi;permalink frase

3

benchmarking, il monitoraggio, la valutazione delle azioni.permalink frase

3