Programma per le competenze e la cultura digitale

estratto da: La e-leadership
[...] Per arrivare alle competenze dell’e-leader
Alessandro Giacchino
Su questo capitolo vorrei aprire un tema di confronto/discussione: nella logica attuale - dove non ci sono più "dipendenti", ma "professionisti" che erogano le proprie competenze, la e-Leadership dovrebbe esser disseminata in modo trasversale in tutti i campi di attività e a tutti i livelli. Tutti devono cambiare mentalità, divenendo in grado di "presentare progetti", anziché "sottoporre cv". Non tutti diverranno "imprenditori", ma certamente acquisiranno la consapevolezza e l'orgoglio del "fare", dell'esser "protagonisti". Fenomeno percepibile tangibilmente con l'affermarsi di Facebook.
Alessandro Giacchino, 11/04/2014 10:04
Alessandro Giacchino
Facebook, Twitter e in generale i Social Media hanno reso possibili le comunicazioni bidirezionali molti a molti, senza mediazione e con diffusione immediata. Grazie all'elevarsi della scolarità di base, questa è una grande opportunità per dare nuova veste al lavoro e ai lavoratori, sfruttando i principi dell'intelligenza collettiva, che va tuttavia incanalata lungo percorsi virtuosi. Un fenomeno da cavalcare, da favorire, sul quale investire per la crescita della base partecipativa e motivazionale di chi può dare fattivi contributi.
Alessandro Giacchino, 11/04/2014 10:07
Alessandro Giacchino
Partendo dalle premesse di cui sopra, oggi l'innovazione passa soprattutto per le tecnoogie digitali - attenzione: digitali, non informatiche - come, ad esempio, il successo di BlaBlaCar che di fatto ha creato il Web-Autostop, con benefici collettivi sotto ogni punto di vista. Gli ingredienti vitali divengono quindi "visione" e competenze tecnologiche da declinarsi nei vari ambiti lungo i quali si articola la nostra società. La figura dell'e-Leader non può pertanto esser pre-determinata, ma l'inseminazione deve esser pervasiva. Come effettuarla?
Alessandro Giacchino, 11/04/2014 10:12
Alessandro Giacchino
Combinando quanto indicato sopra: 1. Incalanare l'intelligenza collettiva, 2. Elevare la partecipazione, 3. Contribuire al miglioramento della Macchina Paese, credo che AGID dovrebbe individuare alcuni temi prioritari sui quali lanciare dei Bandi - o delle Call for Proposal - da premiare o remunerare per trasformare i punti migliorabili dell'Amministrazionne Pubblica in opportunità per nuove imprese/servizi in un sinergico connubio privato/pubblico. Potrebbero esser così attiti fondi dalle incentivazioni per Start-Up, Horizion 2020, fondi strutturali ecc, finalizzati al miglioramento della
Alessandro Giacchino, 11/04/2014 10:16
Alessandro Giacchino
Infine, 2 considerazioni personali: 1. Per anni si è criminalizzata la figura dell'Imprenditore, Grande o Piccolo. Ma se non c'è impresa, chi deve assumere? 2. La disoccupazione è un falso problema. Qualsiasi impresa è lieta di assumere se ha richiesta ed è competitiva. Le logiche dovrebbero quindi spostarsi dall'incentivare le assunzioni al creare nuovi prodotti e servizi per la Macchina dello Stato. Se "assumo per incentivi", finiti licenzio. Se erogo prodotti/servizi continuo ad assumere e mi espando. AGID dovrebbe quindi lanciare "domande" su temi scelti, valutare e premiare le risp
Alessandro Giacchino, 11/04/2014 10:22
Francesco Maria Rietti
In tutto ciò va rimarcato e sottolineato il quadro normativo, per lo più ignorato in primis dalla PA e in secundis da tutti gli operatori nell'ICT. A tal proposito è utile leggere ai seguenti link: http://informazione.ording.rom... http://informazione.ording.rom...
Francesco Maria Rietti, 02/05/2014 15:05
annibale morsillo
la cultura digitale diffusa serve ad evitare forme di leadership e promuovere maggiore partecipazione e condivisione, quindi un approccio cooperativo e non individualista
annibale morsillo, 02/05/2014 20:51