Programma per le competenze e la cultura digitale

estratto da: La e-leadership
[...] - Infine, non essendo nelle condizioni di disporre di una “scuola di e-leadership” (se mai potrà esistere, anche se qualcuno ci sta già pensando: “European Guidelines and Quality Labels for new Curricula Fostering e-Leadership Skills”, Empirica) si deve fare di tutto perchè queste figure si sviluppino in qualità e quantità.
Giuliana Carano
ritengo che questo sia molto importante
Giuliana Carano, 14/04/2014 13:06
Federico Minelle
se si considera che questa formazione avvenga post-laurea (in discipline attieneti l'ICT), i vari master che le principali università e le Scuole Superiori della PA (per restare in Italia) già offrono in ICT "governance" e/ "sicurezza" possono essere un buon punto di parenza. Si possono mettere a sistema ed allinearle compiutamente al modello di e-leader
Federico Minelle, 15/04/2014 11:03
Girls code it better
è necessario un avvicinamento precoce al digitale. Pensare di proporre cultura tecnologica dopo le scuole superiori significa perdersi tutti quei cervelli che, orientati precocemente, avrebbero scelto una strada vincente. Noi ci proviamo www.girlscodeitbetter.it e da qui vogliamo entrare in tutte le scuole.
Girls code it better, 30/04/2014 15:38
Alice Vanderbun
Il digitale deve entrare nelle scuole e non le varie mercanzie: occorre una diversa organizzazione, aule dotate di complete strumentazioni e chiuse a chiave dal docente che le gestisce o da gruppi di docenti che si servono della stessa aula. Gli studenti devono spostarsi, come accade già in altre realtà europee ed extra. L'e-leader deve essere una figura non di vertice ma di mente che collabora, valuta, risolve problematiche con il gruppo di lavoro.
Alice Vanderbun, 03/05/2014 18:30
Stefano Baldi
L'idea finale e riassuntiva non è male: si cercano dei leader nella società civile (incluse la PA, la scuola, etc. - meglio sarebbe dire nella società) che divengano ambasciatori e facilitatori dello sviluppo digitale. L'idea è buona, chiedo solo che non debbano sottostare a processi di accreditamento, a "badge", a riconoscimenti formali e che non siano pagati per svolgere questo ruolo.
Stefano Baldi, 08/05/2014 15:14