Programma per le competenze e la cultura digitale

[...] - iniziative per la creazione di una cultura digitale, che faccia comprendere all’universo femminile le opportunità, i vantaggi, le occasioni di sviluppo personale, sociale, professionale. La fotografia data del resto si collega al ruolo della donna nel modello tradizionale (ancora persistente) della nostra società quale soggetto cui è affidata la cura della casa e della famiglia: le basse percentuali di utilizzo delle ICT evidenziano il rischio di non usufruire dei vantaggi che la rete ha non solo per lo sviluppo professionale, ma anche per le attività legate alla vita quotidiana.
Loretta Scannavini
Questo è un punto fondamentale, d'altro canto la vera inclusione delle donne avverrà solo quando saremo in grado di invertire una cultura che le vuole relegate a ruoli di inferiorità, A questo proposito oltre agli interventi scolastici sarebbe importante utilizzare la rete dei Comuni perché creino veri e propri centri di incontro a tale scopo (che potrebbero avere anche la positiva ricaduta di tirare fuori situazioni problematiche). Data la capillarità delle sedi municipali questo ovvierebbe anche al problema di decentralizzazione della conoscenza. Va da sé che questo non si può realizz
Loretta Scannavini, 14/04/2014 16:45
Loretta Scannavini
realizzare con il sistema di soldi a pioggia o diffusi appalti privati al ribasso, ma vanno organizzati controlli seri sia sulla qualità dei progetti che sulla reale realizzazione, insomma non si esce dal gap informatico con corsi di tre giorni!
Loretta Scannavini, 14/04/2014 16:47
sandra troia
Passare dal cosa di impara al "perché" si impara.
sandra troia, 16/04/2014 16:49
Flavia Marzano
Formare anche i formatori (dalle elementari in su). Devono poter aiutare i ragazzi a capire le proprie ispirazioni e il proprio potenziale anche verso materie scientifiche
Flavia Marzano, 21/04/2014 10:46
Alessandra Arcese
Puntare sulle capacità relazionali che le donne sanno esplicitare nella scelta della professione e nella conduzione dell’attività imprenditoriale.Oltre il 50% delle imprese italiane afferenti ai servizi alla persona sono, infatti, appannaggio del mondo femminile (dati Osservatorio Imprenditoria Femminile-Unioncamere,2013,confermati dal I trimestre 2014).Non è un caso anche che,a fronte di un oggettivo “divide" tecnologico di genere,le donne siano maggiormente portate verso il 2.0. Le donne sono le più attive sui social con un riconoscimento anche come “influecer” del mercato.
Alessandra Arcese, 12/05/2014 12:04