Programma per le competenze e la cultura digitale

[...] Per individuare le azioni più appropriate è necessario coinvolgere massicciamente gli stakeholder del mondo della formazione, del mondo delle imprese/delle industrie, le agenzie governative ed in particolare: scuola, docenti e studenti; intermediari professionali del sistema delle imprese (Associazioni di rappresentanza imprenditoriale, Ordini professionali, Centri servizi, gestori dei Fondi Interprofessionali); università e istituti di Alta formazione; provider formativi e vendor ICT; Pubblica Amministrazione centrale e locale; lavoratori dipendenti già stabilmente inseriti in azienda che hanno bisogno di formazione continua per l’apprendimento permanente; disoccupati/ inoccupati, giovani; lavoratori ed imprenditori delle micro e PMI; giovani start-upper o neoimprenditori con competenze digitali.
Roberto Scano
Associazioni di rappresentanza imprenditoriale e professionale.
Roberto Scano, 14/04/2014 14:42
Emanuela Negro Ferrero
ritengo importante sottolineare il coinvolgimento di tutte le Associazioni di categoria femminili. Il digital gender divide può e deve essere affrontato direttamente dalle donne, per le donne, con strumenti dedicati e creati su misura per aiutare e sostenere sia le donne che hanno un'impresa, che lavorano dentro ad una impresa che quelle che non avendo mai lavorato difficilmente potranno acquisire una nuova mentalità digitale.
Emanuela Negro Ferrero, 27/04/2014 18:26
Giancarlo Montic
Come già parzialmente accennato da altri intervenuti il testo non cita affatto le associazioni professionali "non ordinistiche" che hanno la loro ragione di esistere e di operare, Costituzione a parte, in base alla legge 4/2013. Con questa legge le associazioni professionali possono rilasciare ai propri iscritti delle attestazioni su molteplici aspetti. Vorrei che teniate conto degli importanti aspetti di cui è permeata quella legge ed in particolare degli articoli dal 7 al 9 compresi, e della centralità delle associazioni dei professionisti informatici come elemento catalizzatore.
Giancarlo Montic, 28/04/2014 11:53
Carlo Reggiani
La formazione obbligatoria introdotta dal 2014 anche per gli iscritti agli ordini professionali tecnici (Ingegneri e Architetti) è un canale per veicolare formazione su competenze digitali nei professionisti sia indipendenti che dipendenti, in coordinamento con Ordini professionali, associazioni industriali e sindacali. Per i dipendenti esistono i fondi paritetici per la formazione (FondImpresa, etc): propongo di introdurre nelle linee guida della formazione obbligatoria ordinistica e per la formazione finanziata FondImpresa (e altri comparti) quote minime di ore/crediti su competenze digital
Carlo Reggiani, 03/05/2014 10:57
Raffaele Crispino
ritengo molto importante coinvolgere chi opera mettendo le tecnologie al servizio delle imprese come i professionisti di di marketing e, quindi, l'Associazione Italiana Marketing www.aism.org
Raffaele Crispino, 04/05/2014 20:28
Giuseppe Mercanti
Bisogna concretamente coinvolgere gli Ordini degli Ingegneri in quanto giocano un ruolo fondamentale nella definizione dei percorsi formativi che dovrebbero essere coerenti con le disposizioni normative, a partire da quanto disposto dall'art. 33 della Costituzione. Il quadro normativo attuale disegna chiaramente uno scenario a due percorsi formativi a) Professioni regolamentate in ordini o collegi -art.3,c.5, D.L. n. 138/2011 convertito con modificazioni dalla L.148/2011 e del D.P.R. n. 137/2012 b) Professioni non organizzate - 4/2013. (Ordine di Macerata)
Giuseppe Mercanti, 09/05/2014 21:34
Giancarlo Montico
Associazione Informatici Professionisti - Italian Computer Society: In questa premessa importantissima, dove vengono sostanzialmente elencati gli stakehorlder mancano le associazioni professionali dell'ICT, mentre sono state considerate le associazioni imprenditoriali dell'ICT, cosa sostanzialmente e strategicamente ben diversa. L’Associazione Informatici Professionisti, come associazione professionale richiama la centralità delle associazioni professionali che si occupano di “Digitale”, sensu latu.
Giancarlo Montico, 12/05/2014 17:43
Giancarlo Montico
Questo per dare ancora maggiore importanza a milioni di professionisti che operano nel mercato italiano e che potrebbero essere appartenenti sia alle professioni ordinistiche che non ordinistiche, e non necessariamente appartenenti ad associazioni imprenditoriali, quali la nostra. L’Associazione non fa differenza di genere, e una professionista o un professionista tali sono se le loro competenze sono riconosciute dal mercato in cui operano.
Giancarlo Montico, 12/05/2014 17:44
Giancarlo Montico
Proprio le associazioni professionali del digitale, ordinistiche e non, con le loro organizzazioni capillari sul territorio, possono operare per la formazione continua. L’importante è la base di partenza, l’e-CF e certificazione su base volontaria, su cui individuare piani e programmi comuni per i professionisti.
Giancarlo Montico, 12/05/2014 17:44
Andrea Rui
È fondamentale che la PA identifichi le competenze necessarie ed i bisogni formativi in relazione a processi di sviluppo, gestione e produzione chiari e definiti. Solo processi chiari possono stabilire cosa occorra e quando, e rendere ripetibili le attività le rende anche misurabili e migliorabili, inclusa l'identificazione delle reali competenze necessarie per ogni specifica attività. Altrimenti ci si riduce a pescare di volta in volta ed in modo scoordinato ed inefficiente competenze da un grande calderone di CV.
Andrea Rui, 13/05/2014 06:22