Programma per le competenze e la cultura digitale

[...] Esiste un panorama molto frammentato per ciò che concerne le attività di certificazione e standardizzazione sul tema ICT: le attività sono svolte da consorzi/gruppi di imprese, per professionalità specialistiche con competenze sul prodotto, oppure da organizzazioni internazionali che si occupano di standard come CEN e ISO.
Roberto Scano
Attenzione. Le certificazioni nel settore definite tali sono esclusivamente quelle ISO 17024:2012. Qui spiego i motivi per cui solo queste sono considerabili normativamente come certificazioni (e lo ribadisce anche la legge 4/2013 e il Dlgs. 13/2013, due norme che andrebbero referenziate all'interno del documento). http://blog.iwa.it/skills/tutt...
Roberto Scano, 12/04/2014 11:41
Giancarlo Montic
Mi permetto sommessamente di far notare che, pur concordando con Roberto Scano sugli standard internazionali ISO, concorrono al sistema ufficiale di normazione nazionale anche le norme europee CEN e le norme nazionali UNI, tutte con pari dignità. Parlare di "esclusività" potrebbe essere fuorviante. Finchè una norma nazionale UNI non scala a norma ISO, non sarebbe allora una norma ufficiale italiana? Concordo sul referenziare legge e decreto legislativo come richiesto dal collega.
Giancarlo Montic, 28/04/2014 12:22
Francesco Maria Rietti
Finché non sono Leggi dello Stato, tutte le "norme" Uni, ISO etc. sono ad accettazione volontaria. In particolare l'UNI è un ente privato che non può sostistursi al legislatore (Stato). PQR la 4/2013 l'UNI ha il solo compito di "unificare" i nomi e le "competenze" delle professioni non disciplinate da ordini o collegi; l'ICT è disciplinato per il DPR328/2001 (http://informazione.ording.rom... ) e la legge 4/2013 non è applicabile, anche se l'UNI ha emesso la 11506, che è illegittima e priva di fondamento, in quanto il professionista ICT è da albo ingegneri.
Francesco Maria Rietti, 02/05/2014 15:16
Carlo Reggiani
Segnalo che il DPR 328/2001 prevede una riserva di legge per gli ingegneri iscritti alla sezione C dell'albo (ingegneri dell'informazione), confermata dalla circolare CNI 194/2013, per “la pianificazione, la progettazione, lo sviluppo, la direzione lavori, la stima, il collaudo e la gestione di impianti e sistemi elettronici, di automazione e generazione, trasmissione ed elaborazione delle informazioni” (art. 46, comma 1, lett. c), DPR 328/2001). http://www.ording.roma.it/arch...
Carlo Reggiani, 03/05/2014 11:05
Stefano Tazzi
La definizione di una linguaggio unico e condiviso è un elemento imprescindibile per una corretta ed efficace diffusione della cultura digitale.
Stefano Tazzi, 09/05/2014 16:35
Roberto Scano
Il problema di cui si è anche discusso in UNINFO non è tanto discorso di albo o meno (per cui esistono dei ruoli specifici in ambito ICT da normare come esclusivi, in quanto volendo applicare alla lettera il DPR 328/2001 anche per commentare qui bisognerebbe essere ing. iscritti all'ordine) quanto la necessità di definire profili di competenza professionale che in ambito ICT non sono sempre ing. (esempio: marketing Web). Profili di competenza possono aiutare la crescita professionale di tutti, e norme specifiche devono assegnare privativa.
Roberto Scano, 10/05/2014 11:25
Roberto Scano
Francesco Maria Rietti UNI ha compito di fare norme per professioni non regolamentate al cui interno può definire profili di competenza specifici per cui non vi è esclusività. Il che significa, ad esempio, che il Web Content manager può farlo anche un iscritto all'ordine, e viceversa salvo le privative previste per legge.
Roberto Scano, 10/05/2014 11:29
Giancarlo Montico
AIP crede che questo panorama frammentato sia frutto di una totale deregolamentazione nel settore formativo professionale in ambito ICT. Ciò perché oggi chiunque poteva inventarsi qualunque cosa e, in un settore così complesso con una forte domanda formativa, tutto andava bene. Nel futuro sarebbe opportuno basare la formazione professionale su standard nazionali (UNI) o internazionali (CEN, e-CF, CWA o ISO) questa frammentazione sparirebbe.
Giancarlo Montico, 12/05/2014 18:11
Giancarlo Montico
In questo il MIUR e/o le regioni potrebbero consultare le associazioni professionali, quelle ordinistiche e quelle imprenditoriali per stabilire dei percorsi professionali comuni che tengano conto degli standard di cui detto in precedenza, visto che essi permeeranno pesantemente la professione specialistica ICT. Questi standard richiamano ulteriori norme, framework o metodologie che sono ampiamente note internazionalmente (vedi ITIL, COBIT, ecc.).
Giancarlo Montico, 12/05/2014 18:11