Programma per le competenze e la cultura digitale

[...] Gli strumenti: occorre costruire delle opportunità qualificate anche per una popolazione di professionisti ICT “adulta”, che ha modalità di apprendimento più orientate al confronto esperienziale e alla partecipazione, così da valorizzare un patrimonio di competenze già esistente, coniugando l’aula e l’e-learning con iniziative meno formalizzate (coaching, tutoring, …), sino ad arrivare ad occasioni di autoapprendimento guidato (ad es. community, webinar, learning store per autoapprendimento). L’offerta qualificata di formazione specialistica dovrà essere coerente anche con gli spunti del piano d'azione "Opening up Education" ed incentivare l'innovazione e le competenze digitali nelle scuole e nelle università, anche attraverso l’attivazione di eventi formativi innovativi quali i MOOC (Massive Open Online Courses - corsi online aperti e di massa), che aprono l’istruzione universitaria e consentano l'accesso all'istruzione in qualsiasi luogo, in qualsiasi momento e mediante qualsiasi dispositivo in un’ottica di formazione continua anche per occupati.
Vindice Deplano
L'obsolescenza delle conoscenze specialistiche non consente di operare con paradigmi tradizionali. E' richiesto un paradigma nuovo che può basarsi sul comportamento dei professionisti "adulti", che si mantengono aggiornati perché padroneggiano una serie di competenze di base che possiamo definire "staminali", in grado di autogenerare la competenza specifica che serve in un determinato momento. Comprendono un insieme articolato di modelli generali, metodi euristici, comportamenti e atteggiamenti che possono essere appresi. E su cui è possibile e utile puntare nella scuola e nell'università.
Vindice Deplano, 17/04/2014 09:55
Vindice Deplano
I MOOC, sono sicuramente innovativi per quanto riguarda la diffusione della conoscenza, ma certo non lo sono sul piano metodologico: si tratta sempre della classica lezione ex cathedra. Per quanto riguarda la totalità dei cittadini, potrebbe essere giunto il momento per usare tutti i canali, compresi quelli televisivi, per combattere l'analfabetismo digitale. magari con una sorta di "Non è mai troppo tardi 2.0".
Vindice Deplano, 17/04/2014 10:00
Lella Testaceni
Non condivido pienamente la affermazione di Vindice. Esistono differenti tipi di MOOC. Ho partecipato a alcuni MOOC come "studente" e ho contribuito a progettare un MOOC a fine dicembre sul tema "Trasparenza e Anticorruzione ", un MOOC rivolta alla PA, s studenti e ricercatori. Confronto, condivisione, scambio di conoscenza, lavori di gruppo e peer review erano gli elementi fondanti dei corsi. Certo erano presenti anche contenuti ex-cathedra ma erano solo uno degli elementi costituivi dei MOOC.
Lella Testaceni, 23/04/2014 14:26
Raffaele Perrotta
Occorre valorizzare al massimo il sistema professionale della formazione continua, in cui la docenza sia affidata ai professionisti. Si impara ad essere professionisti nello svolgimento dei progetti, che impegnano nello studio continuo e nell'applicazione delle tecnologie (vecchie e nuove), tenendo conto anche di aspetti economici, finanziari, gestionali e relazionali. Il ruolo dell'Università è nella didattica di base e nella ricerca. L'insegnamento universitario non è professionalizzante. Accanto alle conoscenze tecnologiche occorrono anche le abilità (comprese quelle soft) ed i compor
Raffaele Perrotta, 08/05/2014 22:53
Fond. Mondo Digitale
Con progetti come "The Italian Makers" (con Inail Lazio e Cna) e "Tra generazioni. L'unione crea il lavoro" (con Google e Cna), abbiamo sperimentato che anche gli studenti possono svolgere il ruolo di mediatori e facilitatori digitali per artigiani e imprenditori.
Fond. Mondo Digitale, 09/05/2014 16:26
Stefano Tazzi
Tutti i percorsi di cambiamento incontrano sempre delle resistenze e devono essere guidati. Fondamentale quindi il confronto e il coinvolgimento dei professionisti del settore, di cui si può sfruttare l'esperienza.
Stefano Tazzi, 09/05/2014 16:53
Giuseppe Mercanti
Tutti gli strumenti suggeriti sono già stati valutati e quelli ritenuti sostenibili sono in via di utilizzazione nei piani formativi obbligatori che si stanno predisponendo presso gli ordini Professionali a cura delle Commissioni specialistiche con ruolo consultivo e di supporto alle attività di competenza del settore c) - "Ingegneria dell'informazione". (Ordine di Macerata)
Giuseppe Mercanti, 10/05/2014 00:47
Giancarlo Montico
AIP-ITCS crede che senza una strategia, ad oggi comunque inesistente, queste rimangano iniziative lodevoli ma destinate a naufragare senza un valido supporto di una entità definita formalmente. Inoltre sarebbe necessario tenere distinti i temi di alfabetizzazione e di formazione continua. La formazione continua è necessità del professionista e su questa è necessario un punto di riferimento nazionale.
Giancarlo Montico, 12/05/2014 18:43