Programma per le competenze e la cultura digitale

[...] - conoscenza delle competenze ICT presenti nel mondo del lavoro – attraverso l’analisi dei dati disponibili e provenienti da università, scuola, Istat, mercato del lavoro;
Alessandro Giacchino
Le competenze specialistiche talvolta inseguono l'innovazione, talvolta la generano. Hanno così 2 caratteristiche: cambiano dinamicamente nel tempo, e vanno costantemente rinnovate. Le fonti dei dati devono quindi esser in presa diretta sulle frontiere dell'innovazione, agendo su base semestrale. Meglio così usare il Web, interviste dirette a Head Hunter, Direttori Ricerca, Personale e Tecnici in un rapporto di reciproco interesse e in sincronia con enti di formazione, per arrivare direttamente alla risoluzione dei problemi. In questo va anche riconcepito il ruolo delle Agenzie del Lavoro.
Alessandro Giacchino, 11/04/2014 08:44
Roberto Scano
Come già indicato in altro punto, necessario acquisire CWA 16458 per modello G3 per predisposizione profili di competenza, facendone repository o presso UNINFO o presso AgID.
Roberto Scano, 12/04/2014 11:48
ciro spataro
fare riferimento alle 40 professioni ICT dello schema europeo E-competence Framework 3.0, http://bit.ly/1sR4UO8 per fare incontrare, nella maniera più ottimale, domanda e offerta ICT. Professioni da tracciare in una piattaforma digitale nazionale. Condivido il commento di Roberto Scano.
ciro spataro, 12/04/2014 16:23
Roberto Scano
Attenzione ciro, 40 sono le competenze, su cui si mappano i profili di competenza. Non si possono chiamare professioni, per una serie di motivazioni.
Roberto Scano, 12/04/2014 16:57
ciro spataro
si Roberto, sono "profili" di competenza.
ciro spataro, 13/04/2014 20:35
Giuseppe Mercanti
Si raccomanda per questa azione di coinvolgere adeguatamente gli Ordini degli Ingegneri tramite il CNI. (Ordine di Macerata)
Giuseppe Mercanti, 10/05/2014 00:49
Giancarlo Montico
AIP-ITCS. Proviamo a fare un esempio: se sul mercato sono disponibili solo cavalli, sarebbe opportuno pensare a creare i cavalli migliori. Probabilmente bisognerebbe partire da quel che serve al mercato (i cavalli) e poi mettere i professionisti in grado di offrire al mercato quel che serve (i cavalli migliori). Questo avviene con la formazione continua, possibilmente certificata da enti terzi, per minimizzare fenomeni di l’autoreferenzialità.
Giancarlo Montico, 12/05/2014 18:49