Programma per le competenze e la cultura digitale

[...] Al Tavolo partecipano i molti stakeholder che già operano – in ambito pre-competitivo - su questi temi: tra gli altri, rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri e di alcuni suoi Dipartimenti, di Ministeri (dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dei Beni e le attività culturali e turismo, della Giustizia, dell’Economia e Finanze, del Lavoro e Politiche sociali, dello Sviluppo Economico, della Salute), della Camera dei deputati, delle Regioni, del mondo accademico e universitario, dell’INAIL, dell’INPS, del CNR, dell’ENEA, dell’ISTAT, dell’ISFOL, dell’ANCI, della Scuola nazionale per l’Amministrazione, di Formez-PA, dell’ABI, della Confcommercio, di Confartigianato, di Unioncamere, di Confindustria Digitale, di Federmanager, dei principali sindacati, della RAI.
Angelo Luca Filippo Madaro
ODV come Associazione Radioamatori Italiani che in una ventina d'anni hanno già lanciato oltre 70 satelliti per le telecomunicazioni (AMSAT)
Angelo Luca Filippo Madaro, 28/04/2014 18:18
Attilio A. Romita
un commento tattico.Mi sembra che molti dei commenti e suggerimenti, tutti giusti nel contenuto, potrebbero essere spostati nelle 4 aree specifiche, mentre questa prima parte è giusto che contenga solo gli indirizzi generali. Questo per evitare doppie scritture, talvolta anche leggermente diverse, che potrebbero indurre errori di comprensione. Chiaramente questa è solo una mia sensazione
Attilio A. Romita, 29/04/2014 12:45
Francesco Napoli
Il Programma Nazionale per la cultura, la formazione e le competenze digitali nasce per adeguarsi velocemente a quanto prevedeva la Digital Agenda of Europe per ogni singolo membro dell'Unione: "ALL EUROPEN DIGITAL" (N. Kroes). Ma non tutti i cittadini sono uguali. In Italia abbiamo, ad oggi, oltre il 70 % della popolazione che non ha ne cultura, ne formazione e ne tantomeno competenze nel digitale. Quindi il Programma ha ragione di esistere, si direbbe. Ma siamo sicuri che rendere "digital" oltre 40 milioni di italiani sia indispensabile ? ESISTE UN' ALTRA VIA to be continued...
Francesco Napoli, 30/04/2014 11:45
Francesco Napoli
Se anche solo la metà di 40 milioni di italiani acquisisse cultura e competenze digitali entro il 2020, avremmo il grosso problema di rendere "digital" i restanti 20 milioni ! La soluzione sembrerebbe di quelle banali: CREIAMO POSTI DI LAVORO PER FORNIRE SERVIZI DIGITALI A QUELLA GROSSA FETTA DI POPOLAZIONE ITALIANA REFRATTARIA AL DIGITALE.
Francesco Napoli, 30/04/2014 12:23
Francesco Napoli
Per far decollare la digital economy anche in Italia, bisognerà che gli italiani utilizzino i servizi presenti su Internet, AUTONOMAMENTE o attraverso figure professionali che, dotate di adeguata formazione e tecnologia (tablet, smartphone, etc), forniscano gli stessi servizi a chi non vuole o non riesce ad essere "digital".
Francesco Napoli, 30/04/2014 12:43
Eliana Flores
Ciao Francesco, spero che nell'ambito del Miur come stakeholder sia stato scelto tu.
Eliana Flores, 30/04/2014 20:20
Sante J. Achille
Mi domando se tra gli "stake holder" ci sono anche gli Ingegneri (non sono riportati nell'elenco, ma vedo i Sindacati)
Sante J. Achille, 03/05/2014 14:46
Tomaso Bertoli
Sante, non ci sono o devono essere dubbi! Tra gli stakeholder mancano gli Ingegneri dell'Informazione che andrebbero rappresentati dal CNI ed in particolare dalla commissione nazionale ingegneria dell' informazione. La normativa italiana assegna agli ingeneri dell'informazione la progettazione dei sistemi di trattamento delle informazioni ed è quindi ovvio che debbano partecipare al tavolo contribuendo con la competenza tecnica e con l'esperienza necessaria a valutare in termini preventivi costi e opportunità delle diverse scelte tecnologiche.
Tomaso Bertoli, 04/05/2014 09:04
Enrico P. Mariani
Ordine degli Ingegneri di Milano. Al tavolo non sono rappresentanti gli Ingegneri (Ordini o CNI), che sono per legge i principali stakeholders sul lato della produzione di competenze digitali. Il DPR 328/01 attribuisce al settore c) - "Ingegneria dell'Informazione" le attività di "pianificazione, progettazione, sviluppo, direzione lavori, stima, collaudo e gestione di impianti e sistemi elettronici, di automazione e di generazione, trasmissione ed elaborazione delle informazioni". Il CNI ha contribuito allo sviluppo della norma UNI 11506/2013 "Figure professionali operanti nel settore ICT"
Enrico P. Mariani, 08/05/2014 10:33
Stefano Baldi
Il piano è molto bello, sviluppato bene, con i capitoli corretti e gli approfonditamenti necessari. Anche il coinvolgimento degli "interessati" come revisori non è male: crea, fra le altre cose, un gruppo di persone che potrebbero far parte, fatte salve le capacità e la volontà di ognuno, del team che "supporta" la gestione del programma.
Stefano Baldi, 08/05/2014 15:26
Matilde Fontanin
Mancano le biblioteche, che da anni operano in questo settore e per la formazione della popolazione: inoltre la popolazione la raggiungono direttamente (pubbliche, universitarie, etc.). Si puo' fare riferimento all'AIB (Associazione Italiana Biblioteche)
Matilde Fontanin, 09/05/2014 12:18
Giuseppe Mercanti
Desta seria preoccupazione il mancato coinvolgimento degli Ordini degli Ingegneri che, diversamente dalle Associazioni dei professionisti ICT e sindacati, che per loro stessa definizione proteggono interessi di singole categorie, si collocano in una posizione di indipendenza ed imparzialità e quindi possono contribuire proficuamente affinché non vengano trascurati quegli aspetti fondamentali di standard e sicurezza, che non possono essere demandati alla definizione "proprietaria" di associazioni e/o singole aziende. (Ordine di Macerata)
Giuseppe Mercanti, 09/05/2014 19:15
Andrea Rui
Tra gli stakeholder citerei anche le associazioni che hanno come propria mission la riduzione del digital divide culturale e la diffusione della cultura dell'Informazione. Tra queste espliciterei Clusit, l'associazione italiana per la sicurezza informatica, che annovera tra i propri soci svariati ministeri.
Andrea Rui, 09/05/2014 21:01
Bruno Lo Torto
Comp. Cons. Direttivo Centro Studi del CNI. Si rimarcai l mancato coinvolgimento del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI),quale stakeholder nelle attività esplicitate nelle linee guida,in relazione alle prerogative e responsabilità che la normativa vigente (DPR 328/01) attribuisce proprio agli iscritti al settore “Ingegneria dell’Informazione” per quanto concerne le “pianificazione,progettazione, sviluppo, direzione lavori,stima,collaudo e gestione di impianti e sistemi elettronici,di automazione e di generazione,trasmissione ed elaborazione delle informazioni”.
Bruno Lo Torto, 12/05/2014 11:24
Bruno Lo Torto
Comp. Cons. Direttivo Centro Studi CNI. Un aspetto importante che viene trascurato nelle linee guida,riguarda quanto prescritto dal combinato disposto dell’Art. 92 del D. Lgs. 163/06 e dal DM 143/2013 prevedendo l’assoluta necessità all’interno della PA di RUP qualificati e quindi abilitati all’esercizio della Professione nella Sezione A Settore dell’Informazione per gli ambiti previsti e che sono esplicitati ai punti T.01, T.02 e T.03 della richiamata normativa.
Bruno Lo Torto, 12/05/2014 11:27
Bruno Lo Torto
Per garantire gli investimenti della PA,si avvii un processo che preveda la realizzazione di un progetto esecutivo, una gara appalto e che la PA, una volta scelta l’Impresa esecutrice, si affidi ad un Professionista la Direzione dei Lavori ed il Collaudo Tecnico-Amministrativo dell’Opera stessa. A fine lavori si garantirà così uno standard qualitativo elevato e la documentazione di progetto “As Built” indispensabile per la successiva gestione, manutenzione conservativa ed evolutiva nonché futuri ampliamenti dell’opera stessa.Oggi accade il contrario con enorme spreco per l'erario.
Bruno Lo Torto, 12/05/2014 11:57
Diego Franzoni
In relazione alla consultazione pubblica in epigrafe ed attualmente in corso si rimarca il mancato ed adeguato coinvolgimento, fin dalla stesura della bozza, dei rappresentati degli Ordini degli Ingegneri ovvero del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, in quanto principale stakeholder per ciò che concerne le competenze digitali, anche in relazione alle prerogative e responsabilità che la normativa vigente (art. 46 comma 1 del D.P.R. n. 328/01) attribuisce proprio agli iscritti al settore “Ingegneria dell’Informazione” per quanto concerne le “pianificazione, progettazione, sviluppo, d
Diego Franzoni, 12/05/2014 19:53
Bruno Lo Torto
Comp. Cons. Dir. centro Studi CNI. La UNI 11506-2013, alla cui stesura ha dato un importante contributo il CNI, si basa sul framework e-CF 2.0, e costituisce uno standard. Per le prof. regolamentate,l’abilitazione garantisce un livello di competenze compreso tra e-3 (EQF-6) ed e-5 (EQF-8). Solo chi è iscritto all'Albo degli Ingegneri può garantire il massimo rispetto degli aspetti etici e deontologici previsti nella dimensione 1 "area F - Ensure", esiste infatti un codice deontologico sottoposto a rigidi controlli da parte degli Ordini e dei collegati Consigli di Disciplina.
Bruno Lo Torto, 12/05/2014 20:30
Bruno Lo Torto
Comp. Cons. Dir. centro Studi Si coglie l'occasione per evidenziare che il CNI è socio UNI e che a supporto delle attività del CNI è operativo un Centro Studi. Inoltra, all'interno degli Ordini Provinciali degli ingegneri operano delle Commissioni specialistiche con ruolo consultivo e di supporto alle attività di competenza del settore “dell’Ingegneria dell'informazione", la cui presenza in tutte le Provincie Italiane garantisce la conoscenza di specificità ed esigenze territoriali.
Bruno Lo Torto, 12/05/2014 20:36