Programma per le competenze e la cultura digitale

[...] - il primo gruppo si occupa delle competenze per la cittadinanza digitale, della e-inclusion, della cultura digitale;
Elena Sasso
Inserire tra le mission dell'Istruzione degli Adulti statale (CPIA) già esistente ed operante nei territori/distretti) la formazione digitale dei cittadini adulti e soprattutto delle fasce a rischio di esclusione. Dal 1997, i centri di Istruzione degli Adulti organizzazo gratuitamente o quasi (da 30 ai 60 €) corsi di alfabetizzazione informatica. Inserendo questa attività come istituzionale si possono investire fondi nella creazione di luoghi d'accesso alle tecnologie, aule didattiche specifiche in modo da ampliare la partecipazione,attualmente limitata a spazi occasionali, date la non ist
Elena Sasso, 18/04/2014 16:06
Anusca Ferrari
perche' non lavorare sull'implementazione del quadro europeo di competenze digitali per tutti i cittadini? http://ipts.jrc.ec.europa.eu/p...
Anusca Ferrari, 28/04/2014 15:23
Paolo Holzl
Tanto dipenderà dai programmi, oggi si vede di tutto di più. Mi aspetto una formazione di base tecnologica 'neutra' senza riferimenti a prodotti commerciali. Vanno insegnate le logiche comuni alle modalità operative delle singole categorie di software. Così come per dare la patente si chiede la capacità di guidare un mezzo e non una certa 'marca modello' di auto. Ampio spazio poi alle policy.
Paolo Holzl, 28/04/2014 21:43
Attilio A. Romita
Oggi in Italia il 70% della popolazione adulta (oltre i 40 anni) non è in grado di usare un computer neppure per le operazioni più semplici. Questo sterminato "zoccolo duro" (absiit iniuria verbis)può essere aggredita solo con una azione semplice diffusa che per sua natura non può essere neutra in quanto, vista la vastità del compito, dovrebbe coinvolgere anche i fornitori che possono aver interesse ad estendere il mercato. Questa è realtà!
Attilio A. Romita, 29/04/2014 17:00
Ernesta Carloni
La piena partecipazione di tutti i cittadini nella società dell’informazione è stata recepita a livello legislativo ma non è bastato a garantire il superamento del “digital - divide” .Per promuovere la fruizione dei servizi digitali da parte di anziani o persone con un basso livello di istruzione sarebbe necessario provvedere ad installare centri di “Accesso e consultazione digitale” presso sedi istituzionali disseminate sul territorio. Si potrebbero creare anche nuovi posti di lavoro per i giovani impiegati presso tali centri in qualità di “Assistente”.
Ernesta Carloni, 01/05/2014 20:29
Giorgio Silgiolo Primiceri
La RAI TV è oggi il giusto veicolo per una formazione digitale di massa, sfruttando internet per una fruizione interattiva dello trasmissione televisiva.
Giorgio Silgiolo Primiceri, 05/05/2014 00:02
Paolo Cardini
E' vero che molte persone "non sanno usare il computer", ma questa non è la sola causa del mancato utilizzo degli strumenti di cittadinanza digitale, altrimenti tutti coloro che usano la e-mail dovrebbero usare anche la PEC, tanto per fare un esempio. Oltre all'incompetenza informatica ci sono altri aspetti su cui lavorare: la mancata percezione di vantaggi reali, la paura delle frodi informatiche; la sensazione, a volte suffragata dai cattivi comportamenti della PA, che per risolvere i problemi bisogna andare in un ufficio di persona, visto che dei reclami online non si curano proprio, etc.
Paolo Cardini, 05/05/2014 12:54
Paolo Cardini
Sarebbe bello creare un centro nazionale per lo sviluppo delle competenze digitali, in cui gli enti pubblici ma anche le associazioni impegnate sul tema, potessero organizzare corsi ed iniziative finalizzate alla diffusione della cultura digitale. Ad esempio all'interno della Città delle Scienze che sarà costruita a Roma in Via Guido Reni.
Paolo Cardini, 05/05/2014 13:02
ComputArte
Il digital divide è scaturito da limiti tecnologici fisici ( la copertura e la velocità della rete ) e dalla conoscenza del singolo ( o dei gruppi ). Prima di stabilire come abbattere questo limite è necessaria una cultura di base che renda consapevoli di cosa e come la tencologia possa essere in grado di migliorare le condizioni ( di vita , lavorative e sociali ) dei cittadini e delle aziende. In panorama tencologico e digitale, ove gli organi di controllo e le istituzioni sono state TOTALMENTE ASSENTI o gli interventiNI proposti sempre inefficaci, ci troviamo di fronte a multinnazionali c
ComputArte, 06/05/2014 15:22
Francesca Biso
Il digital divide nasce dalle differenze di opportunità sociali,la scuola,agenzia il cui ruolo dovrebbe essere quello di eliminare tali differenze, dovrebbe essere messa nelle condizioni più proficue per offrire le pari opportunità, sia con mezzi hardware e software adatti, sia con personale formato ad hoc... così da offrire sempre più esempi di buone pratiche di cittadinanza digitale e di formazione a distanza. Il linguaggio digitale deve essere diffuso-obbligatoriamente- fra gli insegnanti, anche per i più reticenti. Credo che sia necessario decidere un punto di partenza istituzionale.
Francesca Biso, 09/05/2014 11:03
lidia nazzaro
L’uso critico e consapevole delle tecnologie è il punto cruciale: competenze informazionali, operative e strategiche costituiscono le basi necessarie, ma non sufficienti. I divari nell’utilizzo delle ICT sono difficili da colmare e in questo la scuola ha una grande responsabilità ma diventa indispensabile anche rivedere i linguaggi per renderli maggiormente accessibili e fruibili.
lidia nazzaro, 11/05/2014 23:17