Programma per le competenze e la cultura digitale

[...] - proporre una definizione condivisa di competenze digitali, incluse quelle relative alle alfabetizzazioni digitali delle professioni;
sandra troia
Nella definizione è opportuno partire dalla valorizzare di Framework europei già disponibili (DIGCOMP) per favorire la spendibilità delle competenze in EU
sandra troia, 16/04/2014 15:05
Stefano Zoffoli
Credo sia opportuna la suddivisione fra competenze digitali trasversali (comuni a tutte le professioni)e verticali (specifiche per le professioni ordinistiche tecniche e giuridico-amministrative), a meno che non si voglia rimanere a un levello di competenze digitali molto di "base".
Stefano Zoffoli, 16/04/2014 17:24
Adolfo Tasinato
Credo che in questo ambito sia necessario ricomprendere anche le competenze di comunicazione digitale e di Rete. L'uso dei sistemi digitali comprende necessariamente sistemi di informazione a distanza e quindi necessità di competenze almeno di base sugli aspetti e utilizzo della comunicazione digitale.
Adolfo Tasinato, 22/04/2014 15:51
Adolfo Tasinato
Credo che in questo ambito sia necessario ricomprendere anche le competenze di comunicazione digitale e di Rete. L'uso dei sistemi digitali comprende necessariamente sistemi di informazione a distanza e quindi necessità di competenze almeno di base sugli aspetti e utilizzo della comunicazione digitale.
Adolfo Tasinato, 22/04/2014 15:52
Francesca Sanzo
inserirei anche competenze digitali intergenerazionali, per valorizzare lo scambio formativo efficace tra adulti e adolescenti, come opportunità di abbattimento del digital divide intergenerazionale e per valorizzare competenze di tutte le fasce d'età.
Francesca Sanzo, 28/04/2014 17:45
Attilio A. Romita
La rete, Internet, lo ICT cioè il DIGITALE, in modo omnicomprensivo, sono un nuovo modo di fare qualsiasi cosa. E' quindi giusto che il Medico, l'Avvocato e l'Architetto abbiano nel loro bagaglio culturale la competenza per usare il digitale nel loro settore e questa potremo definirla come una competenza di base di secondo livello. Poi devono esistere quelli che costruiscono hardware, software, processi e sistemi e queste sono competenze specialistiche nel cui ambito devono esistere anche livelli specialistici diversi e di questi si deve occupare la scuola e l'università.
Attilio A. Romita, 29/04/2014 19:59
Attilio A. Romita
Chiaramente anche nell'ambito della PA devono essere presenti le due tipologie. La prima, quella degli utenti esperti, più numerosa e diffusa; la seconda, quella degli specialisti "costruttori" molto esperta e meno numerosa. Ma non si dovrà mai sentire la frase "certo, ma la PA è un'altra cosa"!
Attilio A. Romita, 29/04/2014 20:02
Alessio M. Braccini
Esistono numerosi framework che definiscono le competenze digitali e sarebbe utile partire da quelli anche per utilizzare un linguaggio possibilmente condiviso tra settore della formazione (anche universitaria), mercato privato, e PA. Da non sottovalutare anche le competenze necessarie per instaurare le dinamiche di innovazione orizzontale.
Alessio M. Braccini, 04/05/2014 11:06
ComputArte
La competenza digitale: sapere sopravvivere, lavorare ed interagire nel mondo digitale. Essere abilitati a fruire di servizi di terzi non significa essere competenti....o per lo meno si è competenti nel sapere utilizzare un sistema messo a punto da chi può avere interessi moooolto privatistici al contrario dello sbandierato "bene della comunità". La consapevolezza di come sta funzionando il sistema è fondamentale per sviluppare una comunità in grado di gestire attivamente le potenzialità del digitale e non....limitarsi a scaricare le app!!!
ComputArte, 06/05/2014 15:35
Giuseppe Mercanti
La norma UNI 11506-2013 è una norma quadro generale che, basandosi sul framework europeo e-CF 2.0, consente di avere standard “de jure” di riferimento da usare come base imprescindibile e consistente di lavoro, utile per la definizione di ulteriori norme, sia per le competenze trasversali, sia per quelle specialistiche. La norma, tra l’altro, definisce un glossario disambiguo (cito ad esempio termini come apprendimento formale, informale non-formale, abilità, competenza e conoscenza, …) indispensabile per una trattazione consistente e, soprattutto uniforme. (Ordine di Macerata)
Giuseppe Mercanti, 09/05/2014 20:11
Diego Franzoni
In merito alle competenze professionali specialistiche, gli Ordini giocano un ruolo fondamentale nella definizione dei percorsi formativi (es. 4.4 stakeholder e target di riferimento) che dovrebbero essere coerenti con le disposizioni normative, a partire da quanto disposto dall'art. 33 della Costituzione Italiana. Il quadro normativo attuale disegna chiaramente uno scenario in cui si possono distinguere due percorsi formativi finalizzati all'esercizio di: a) Professioni regolamentate in ordini o collegi ai sensi dell’articolo 3, comma 5, del D.L. n. 138/2011 convertito con modificazio
Diego Franzoni, 12/05/2014 19:58
Sergio Farruggia
Anche in Italia hanno raggiunto una maturità rilevante esperienze riferibili alla neogeografia, termine con il quale s’identificano le attività di produzione cartografica da parte di persone anche non dotate di specifiche competenze in questa disciplina, grazie alla disponibilità di tool appositamente concepiti ed al supporto fornito da esperti presenti all’interno di tali comunità. Le esperienze della neogeografia concorrono ad abbattere la distanza tra produttori di sapere geografico e utilizzatori, grazie alle nuove tecnologie informatiche disponibili in Rete
Sergio Farruggia, 12/05/2014 23:15
Sergio Farruggia
Tale quadro innovativo dell’informazione geografica può migliorare, in termini di efficienza, efficacia e fruibilità del risultato da parte della collettività, il processo di produzione dei dati geografici digitali della PA. Re-ingegnerizzare il ciclo di vita di un geo-dataset assimilando e armonizzando i processi di mappatura produce una geo-supplay chain sostenibile. Il geo-dato rilevato, invece di essere disperso, assume valore di “materia prima”, utile per produrre successivi dati e servizi, creando una catena di approvvigionamento per il geo data set e catene di valore dell’IG.
Sergio Farruggia, 12/05/2014 23:19
Sergio Farruggia
La complessità dell’azione deve essere superata con misure per sviluppare la capacità di gestire questo cambiamento innovativo. Parafrando “L'utilizzo dell'e-gov come strumento per realizzare nuovi e migliori servizi per i cittadini è ancora distante dai livelli desiderati” (LG “Cultura Digitale” p. 84), la proposta illustrata sopra consente di sfruttare appieno ciò che le nuove tecnologie consentono per rendere più efficiente, e dunque meno costoso, il lavoro in ambito geomatico della PA.
Sergio Farruggia, 12/05/2014 23:19
Sergio Farruggia
La produzione e gestione partecipata dei geo-dati concorre a rendere persistente, e soprattutto omogenea, l'adesione delle PA all'open gov e alle pratiche di trasparenza, accessibilità e riuso delle informazioni e dei dati pubblici. Inoltre la proposta, incide sulla scarsità dei geo-servizi offerti, riducendo la frequente incoerenza dei prodotti sviluppati, la mancanza di interoperabilità, la scarsa usabilità, il basso livello di sostenibilità e la frammentarietà delle soluzioni adottate (prodotti creati).
Sergio Farruggia, 12/05/2014 23:20
Sergio Farruggia
L’aggiornamento permanente dei dataset geografici coinvolge tutte le aree di intervento in cui sono articolate le Linee Guida (Piano Nazionale “Cultura Nazionale”) 1. competenze di base -> cittadini “spatially literate” 2. competenze professionali -> surveyors “spatially literate” 3. competenze di e-leadership -> imprese geo-ICT “spatially literate” 4. competenze digitali nella PA -> lungo ognuna delle 4 linee di attività indicate dalle LG
Sergio Farruggia, 12/05/2014 23:22
Sergio Farruggia
e tutte le aree di formazione nella PA 1. Sviluppo competenze digitali trasversali: riguarda i geo-operatori della PA, per diffondere le conoscenze digitali trasversali utili a rendere reali i principi cittadinanza “geospatial”, attuare le iniziative e-gov e realizzare l’open gov conformi anche al spatial enablement 2. Sviluppo della e-leadership nella PA: riguarda chi ha la responsabilità di indirizzare le scelte, prendere decisioni e organizzare le risorse per rendere l’operato della PA più efficiente ed efficace anche in ottica spatially enabled
Sergio Farruggia, 12/05/2014 23:22
Sergio Farruggia
3. Sviluppo delle competenze digitali verticali dei dipendenti pubblici: interessa le figure impegnate in funzioni e servizi ad alto contenuto tecnologico, che devono detenere competenze geospaziali utili a rendere concreta la creazione della PA spatially enabled e, infine, la rete per la condivisione della conoscenza.
Sergio Farruggia, 12/05/2014 23:24