Programma per le competenze e la cultura digitale

[...] La diffusione della cultura digitale nella PA deve essere accompagnata da un sistema di condivisione delle conoscenze e apprendimento permanente. Un sistema a rete di gestione della conoscenza digitale capace di rispondere ai bisogni di apprendimento, nel momento in cui questi si manifestano, riusando l’esperienza e valorizzando l’apprendimento non formale.
ciro spataro
www.innovatoripa.it rappresenta un sistema nazionale di condivisione delle conoscenze digitali x la #PA. www.spaghettiopendata.org è un sistema x condividere conoscenze nel campo uso/riuso dei dati in formato aperto. www.opensipa.it e agid.gov.it sono network anche x il riuso dei software. La formazione dentro la PA deve avvenire anche attraverso la consultazione costante di network tematici. Ho imparato molto nel campo digitale da questi network anche senza seguire moduli formativi classici. Si moltiplicano le modalità dell'apprendimento: questa è #innovazione! Abbiamo realtà forti x form
ciro spataro, 11/04/2014 21:53
ciro spataro
Abbiamo realtà forti x formare dipendenti e dirigenti pubblici, basta cercare su internet l'oceano di innovazione multiarea rappresentato dai network nazionali già attivi e che erogano conoscenza informale e la condividono in maniera esemplare. Tramite Skype o Google hangout si possono avviare confronti e scambi di esperienze, ma spesso le policy ICT di molte PA non consentono nel 2014 (ma perchè?) le chat e quindi alcuni dipendenti attivano le loro connessioni wifi con modem 3G x apprendere via Skype dai loro colleghi di altre città. Questo accade. E se orientato all'innovazione = ok
ciro spataro, 13/04/2014 19:27
Stefano Tripi
Occorre inoltre diffondere una cultura diffusa a rete di innovazione continua, fornendo a tutti i dipendenti pubblici degli strumenti concettuali e tecnologici di base per potere gestire in autonomia alcune risorse digitali semplici (si pensi a piattaforme di gestione/condivisione documentale, personalizzazione della postazione/BYOD, sistemi di creazione di moduli/uso di applicativi come Google Docs), senza l'intervento continuo di dipendenti pubblici con funzioni ad alto contenuto tecnologico. Questo dovrebbe favorire l'autonomia e sviluppare una propensione al cambiamento in rete.
Stefano Tripi, 29/04/2014 23:21
Marco Gentili
Le già citate Linee guida CNIPA hanno rappresentato un sistema di condivisione delle conoscenze ed hanno costruito una rete di differenti attori interessati alla loro divulgazione che rappresentavano entrambi i lati della relazione cliente (PA appaltante) e fornitore. Sono esperienze da riprendere, ampliare. Un'altra iniziativa che andremme ripensata e ripotenziata integrandola è quella costituita dal progetto magellano avviata dal Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio.
Marco Gentili, 06/05/2014 10:52
Andrea Rui
Tra le conoscenze da condividere vi è anche il software della PA. Finché esso rimane di fatto chiuso tra PA e fornitore che lo ha sviluppato, si creano monopoli di fatto a discapito di qualità ed economicità. Il software della PA dovrebbe essere reso pubblico, in modo che possa svilupparsi una rete di competenze esterna ai fornitori storici, sviluppando un ecosistema diffuso per il suo sviluppo e manutenzione, e creando nuove opportunità di lavoro.
Andrea Rui, 11/05/2014 07:11