Programma per le competenze e la cultura digitale

[...] Il sistema formativo pubblico può anche attivare forme di collaborazione con il settore privato (imprese, ONG) attraverso progetti pilota o forme di associazione temporanea finalizzate a sperimentare nuove forme di intervento, produrre nuovi contenuti o intervenire su tematiche specifiche.
ciro spataro
un Protocollo d'Intesa nazionale tra Anci e Associazioni di Categoria/ Confindustria potrebbe essere il traino x avviare collaborazioni locali tra comuni e imprese/ONG/associazioni finalizzate ad accrescere le reti di partenariato e il bagaglio di conoscenze degli amministratori e dipendenti della PA, necessari a generare cambiamenti/innovazione di processo e miglioramento dei servizi pubblici all'utenza. Un Protocollo nazionale al quale fare riferimento per il miglioramento della governance territoriale grazie ad un ampio processo pubblico di partecipazione. Buone prassi x smart city
ciro spataro, 11/04/2014 23:30
Federico Minelle
ovviamente va inclusa anche la collaborazione con le Università, almeno quelle con chiare esperienze pratiche sui temi richiesti e provata competenza nella formazione (frontale, telematica, blended, on-the job) e/o nella collaborazione in varie forme con la PA per il traferimento delle conoscenze indicate
Federico Minelle, 13/04/2014 10:09
Giuliana Carano
sono in linea con i colleghi
Giuliana Carano, 14/04/2014 14:46
Massimo Trojani
Ricordo che il titolo era: "Competenze digitali per la Pubblica Amministrazione" ... siamo sfociati un un'allegra combriccola culturale senza obiettivi concreti e misurabili. Lo vogliamo capire che la formazione professionale deve seguire una logica industriale di profitto? Personalmente preferisco formarmi per conto mio, a mie spese, nonostante dipendente PA ho un ETICA PROFESSIONALE, non riconosciuta, ma che mi inchioda a precise responsabilità. Non trovo nulla di utile per me in questo trattato!
Massimo Trojani, 10/05/2014 16:08
Andrea Rui
È fondamentale che le collaborazioni con le università non si riducano ad avere soltanto dei professori che ci mettono il proprio nome e poi degli studenti ignari delle realtà commerciali ed operative che propongono e realizzano soluzioni inadeguate al contesto. Ogni progetto mal valutato si traduce nel tempo in un costo immediato e continuo da sostenersi da parte della PA.
Andrea Rui, 12/05/2014 06:43