Strategia italiana per la banda ultralarga

Gli strumenti del piano - Gli stimoli alla domanda

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Una delle maggiori difficoltà di sviluppo della banda ultralarga in Italia è rappresentata dal basso potenziale della domanda e da un trend decrescente di linee attive su rete fissa a favore delle linee mobili. Tale fattore è presente su tutto il territorio nazionale, comprese le città appartenenti al cluster A dove più operatori competono tra loro per la realizzazione di reti FTTC. Tuttavia le indagini sulla domanda mostrano possibili margini di sviluppo laddove il 60% degli utenti dichiara interesse per i collegamenti in banda ultralarga e il 33% disponibilità a pagare un prezzo superiore per tali collegamenti rispetto a quelli attuali per i servizi tradizionali a banda larga.permalink frase

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La domanda di collegamenti in banda ultralarga nei cluster A e B (ad alta densità di popolazione) necessita di incentivi economici che stimolino l’acquisizione effettiva di connessioni a 100 Mbps. Tra i rischi degli incentivi lato offerta, esiste la possibilità di conseguire gli obiettivi di copertura territoriale/popolazione della rete, ma di non collegare con linee attive gli utenti finali se questi non sono economicamente incentivati alla migrazione verso nuove tecnologie.permalink frase

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Gli incentivi economici dal lato della domanda dovrebbero essere erogati in presenza di specifiche condizioni di mercato che ne garantiscano l’efficacia rispetto agli obiettivi di sviluppo rapido di connessioni attive a 100 Mbps, quando gli incentivi dal lato dell’offerta non sono in grado di ottenere gli stessi risultati. Questo è il caso anche delle città incluse nei cluster A e B:permalink frase

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in presenza di domanda potenziale medio-alta;permalink frase

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con bassa offerta potenziale di nuove tecnologie;permalink frase

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in presenza di difficoltà ad attivare le linee una volta che sia stata realizzata la rete;permalink frase

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con assenza di sviluppo delle esternalità di rete (raggiungimento massa critica).permalink frase

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Nelle aree appartenenti ai cluster A e B, gli incentivi economici dal lato della domanda presentano numerosi vantaggi rispetto a quelli erogabili sul versante dell’offerta, tra cui:permalink frase

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auto allocazione ottimale delle risorse finanziarie pubbliche laddove maggiormente necessarie;permalink frase

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minimizzazione di impiego delle risorse finanziarie pubbliche;permalink frase

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massimizzazione (certezza) delle entrate fiscali dovute all’erogazione degli incentivi (IVA, IRES da collegamenti attivi);permalink frase

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certezza che l’incentivo erogato non determini solo copertura territoriale di rete, ma anche una domanda di connessioni a 100 Mbps effettivamente attivate;permalink frase

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impulso allo sviluppo delle esternalità di rete necessarie al successo dell’intera strategia di finanziamento pubblico;permalink frase

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rapidità di impiego delle risorse finanziarie stanziate;permalink frase

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compatibilità con la normativa in materia di gli aiuti di stato;permalink frase

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possibilità di condizionare il finanziamento all’effettivo switch-off dei collegamenti in rame.permalink frase

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Tra i possibili strumenti di intervento pubblico, potrebbero essere previsti incentivi a fondo perduto dal lato della domanda, indirizzati ai cluster A e B che presentano i requisiti, di interesse potenziale, degli utenti e, di interesse effettivo, degli operatori (se sostenuto da un intervento pubblico).permalink frase

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Tali incentivi alla domanda possono avere varie forme. La più semplice è quella del voucher gestito tramite l’operatore che fornisce il servizio. Il relativo fabbisogno non è previsto in questo piano ma può essere coperto con l’intervento di varie entità, come le Camere di Commercio, ad esempio.permalink frase

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Le iniziative di aggregazione preventiva della domanda fanno parte integrante delle misure di stimolo alla domanda (v. Modello IV nel par. 2.3.1), permettendo di massimizzare l’efficacia degli interventi di sviluppo della rete a banda ultralarga mentre allo stesso tempo si minimizzano i rischi collegati all’intervento pubblico. La misura più importante per lo sviluppo della domanda è, però, costituita per intero dall’attuazione dell’Agenda digitale Italiana e, in particolare, del piano: “Strategia per la Crescita Digitale 2014-2020” al quale il presente piano è coerente e si ricollega integralmente.permalink frase

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Conclusionipermalink frase

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Le soluzioni volte a innescare la domanda sono dettate dall’esigenza di:permalink frase

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raggiungere il terzo obiettivo dell’Agenda Digitale Europea “che almeno la metà della popolazione sottoscriva abbonamenti a servizi di connettività oltre i 100 Mbps”;permalink frase

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stimolare la domanda con l’obiettivo di rendere più sostenibile la realizzazione di infrastrutture abilitanti il servizio a 100 Mbps, anche mediante il sostegno pubblico (in coerenza con il punto 82 dei citati Orientamenti Comunitari).permalink frase

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Questa sezione è intimamente legata alla strategia per la crescita digitale, ove sono descritti nel dettaglio i driver di sviluppo qui accennati, accompagnati da un piano di comunicazione e disseminazione del processo di digitalizzazione in corso per opera dell’Agenzia per l’Italia Digitale anche in collaborazione con il Digital Champion italiano.permalink frase

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