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Etica, trasparenza e partecipazione: quadro normativo più efficace per la prevenzione e la lotta alla corruzione nella PA

Misura volta ad assicurare un miglioramento delle condizioni di mercato per la concorrenza e di favorire il contenimento della spesa pubblica. I provvedimenti all’esame prevedono l’obbligatorietà dell’adozione di piani anticorruzione a carico di tutte le PA, con il coordinamento del Dipartimento della funzione pubblica, l’individuazione di un responsabile della prevenzione della corruzione, la valorizzazione di una rete capillare sul territorio, quella dei Prefetti, nella forma di supporto tecnico e informativo agli enti locali e quali tramiti tra essi e l’Autorità nazionale anticorruzione.
Altre previsioni riguardano premi e anonimato per chi denuncia reati contro la PA (protezione dei whistleblowers), sistema di rotazione per i funzionari che lavorano nei settori più a rischio, nuove incompatibilità e miglioramento della gestione del conflitto di interessi, maggiore trasparenza sui patrimoni dei vertici delle PA.

Cosa è stato fatto La legge anticorruzione, L. 190/2012, entrata in vigore il 28 novembre 2012, ha introdotto un quadro normativo più incisivo per la prevenzione e la lotta alla corruzione nella PA. Le misure adottate mirano ad assicurare un miglioramento delle condizioni di mercato per la concorrenza e di favorire il contenimento della spesa pubblica, e rappresentano per l’Italia anche l’occasione, non più procrastinabile, di allinearsi alle migliori prassi internazionali, introducendo nel nostro ordinamento nuovi strumenti diretti a rafforzare le politiche di prevenzione e contrasto della corruzione nella direzione più volte sollecitata dagli organismi internazionali di cui l’Italia fa parte.permalink frase

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Le misure più significative sono:permalink frase

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1) individuazione della Commissione indipendente per la Valutazione, l’Integrità e la Trasparenza (CiVIT) quale autorità nazionale anticorruzione. La nuova legge, in particolare, affida a CiVIT una serie di compiti quale quello di collaborare con i paritetici organismi stranieri e con le organizzazioni internazionali competenti, la funzione di approvare il Piano nazionale anticorruzione predisposto dal Dipartimento della funzione pubblica e di analizzare le cause e i fattori della corruzione, individuando gli interventi che ne possono favorire la prevenzione e il contrasto nonché una funzione di vigilanza e il controllo sulla effettiva applicazione e sull’efficacia delle misure adottate dalle pubbliche amministrazioni in relazione ai Piani anticorruzione e sul rispetto delle regole sulla trasparenza dell’attività amministrativa. La legge Anticorruzione assegna inoltre a CiVIT il potere di richiedere notizie, informazioni, atti e documenti alle pubbliche amministrazioni nonché il potere di richiedere l’adozione di atti e provvedimenti o la rimozione di comportamenti posti in essere dalle amministrazioni in contrasto con i medesimi piani anticorruzione e con le regole della trasparenza.permalink frase

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2) la predisposizione di un Piano nazionale anti-corruzione (P.N.A.), che definisce e promuove norme e metodologie per l'attuazione delle strategie anti-corruzione da parte delle amministrazioni pubbliche; la predisposizione da parte di queste ultime di un piano di prevenzione triennale e la designazione tra i propri dirigenti del responsabile della prevenzione della corruzione; il P.N.A., predisposto dal Dipartimento della funzione pubblica anche secondo linee di indirizzo adottate dal Comitato interministeriale istituito con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16 gennaio 2013, è stato trasmesso alla CiVIT per l’approvazione. In data 24 luglio 2013 è stata sancita l’intesa tra Governo, Regioni ed Enti locali in sede di Conferenza Unificata, per l’attuazione della legge anticorruzione e l’applicazione immediata delle disposizioni legislative e delle indicazioni del P.N.A. La CiVIT – Autorità Nazionale Anticorruzione – il giorno 11 settembre 2013 ha approvato in via definitiva il Piano Nazionale Anticorruzione predisposto dal Dipartimento per la funzione pubblica. Il Piano permette di disporre di un quadro unitario e strategico di programmazione delle attività per prevenire e contrastare la corruzione nel settore pubblico e crea le premesse perché le amministrazioni possano redigere i loro piani triennali per la prevenzione della corruzione e, di conseguenza, predisporre gli strumenti previsti dalla legge 190. L’approvazione definitiva del Piano rappresenta, quindi, un passo importante perché si possa dare attuazione alle politiche di prevenzione e anche per consentire all’Autorità Nazionale Anticorruzione di esercitare le proprie attività di vigilanza;permalink frase

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3) modifiche sostanziali al Codice dei contratti pubblici. Viene introdotto il principio della trasparenza e della rotazione nella nomina degli arbitri per la risoluzione delle controversie in cui una delle parti è una pubblica amministrazione, nonché una maggiore trasparenza nella scelta del contraente prevedendo l’obbligo, da parte delle amministrazioni, di pubblicare sui rispettivi siti web istituzionali le modalità di scelta del contraente;permalink frase

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4) l’introduzione di un Codice di comportamento per i funzionari pubblici. Con Decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 62 è stato adottato il regolamento recante “Codice di comportamento dei dipendenti pubblici” che contiene una sezione specifica per i manager pubblici che prevede il divieto di chiedere o ricevere compensi, regali o altre utilità in connessione con le attività svolte e il divieto per coloro che sono stati condannati, con o senza una sentenza passata in giudicato, per un delitto contro la pubblica amministrazione, di essere nominati membri di organi o commissioni per l’accesso al pubblico impiego o in materia di appalti pubblici e di essere nominati per posizioni manageriali che comportano la gestione di risorse finanziarie;permalink frase

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5) misure in materia di Trasparenza. Il Governo ha adottato il Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33 “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”. Il Decreto prevede forme di pubblicità più ampie sull’uso delle risorse pubbliche e sui risultati dell’azione amministrativa nonché sulle informazioni relative ai titolari di cariche politiche, in particolare in relazione al loro patrimonio. Inoltre prevede l’obbligo di pubblicare tutti i dati, informazioni e documenti anche in formati di dati aperti – cioè resi disponibili e fruibili on-line in formati non proprietari;permalink frase

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6) misure in materia di Incompatibilità e conflitto di interessi. La legge prevede che siano emanate norme ad hoc che individuino, secondo criteri differenziati in rapporto alle diverse qualifiche e ruoli professionali, gli incarichi vietati ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche. In tale quadro il Governo ha adottato il Decreto Legislativo 8 aprile 2013, n. 39 in materia di attribuzione di incarichi gestionali nelle amministrazioni pubbliche e negli enti di diritto privato soggetti a controllo pubblico, che modifica la disciplina vigente in materia di inconferibilità e incompatibilità tra i detti incarichi e lo svolgimento di incarichi pubblici elettivi o la titolarità di interessi privati che possano porsi in conflitto con l'esercizio imparziale delle funzioni pubbliche affidate;permalink frase

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7) la regolamentazione della mobilità dei funzionari pubblici verso il settore privato (il cosiddetto Pantouflage). I dipendenti che, negli ultimi tre anni di servizio, hanno esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto delle pubbliche amministrazioni, non possono svolgere, nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto di pubblico impiego, attività lavorativa o professionale presso i soggetti privati destinatari dell'attività della pubblica amministrazione svolta attraverso i medesimi poteri;permalink frase

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8) uno specifico meccanismo di protezione per i funzionari pubblici che denunciano casi di cattiva condotta all'autorità giudiziaria o alla Corte dei Conti o ai loro superiori (Whistleblowing). L'informatore non può essere punito, licenziato o discriminato per motivi che sono direttamente o indirettamente collegati alla denuncia.permalink frase

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9) interventi mirati al contrasto della corruzione nella Pubblica Amministrazione locale e centrale. Il Dipartimento della funzione pubblica, anche in considerazione delle previsioni di cui alla Legge 190/2012, ha avviato un piano di concrete azioni comuni con le O.N.G. per contribuire a promuovere una cultura della legalità e della trasparenza: in tale ambito sono particolarmente significativi il Protocollo d’Intesa siglato con Transparency International Italia, volto maggiormente ad accrescere la sensibilità della società civile, e il progetto avviato con FORMEZ PA indirizzato più specificatamente all'azione amministrativa. Sulla stessa linea strategica la Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA) ha elaborato una proposta formativa con l’obiettivo di formare tutti i dipendenti della pubblica amministrazione prevedendo percorsi formativi differenziati in relazione al ruolo che il dipendente pubblico è chiamato ad assumere in quanto attore del sistema di prevenzione del rischio corruttivo.permalink frase

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