Consultazione sul DDL Città metropolitane

Funzioni delle Città Metropolitane

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Titolo II - Funzioni delle Città Metropolitane

Art. 7 - Autonomia delle Città Metropolitane

1. Le Città Metropolitane hanno autonomia statutaria, normativa, organizzativa e amministrativa, nonché autonomia impositiva e finanziaria nell’ambito dei propri statuti e regolamenti e delle leggi di coordinamento della finanza pubblica.permalink frase

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2. Le Città Metropolitane sono titolari di funzioni proprie e di quelle conferite loro con legge dello Stato e della regione.permalink frase

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Art. 8 - Autonomia statutaria

1. Le Città metropolitane, nell’ambito dei principi fissati dalla legge, adottano uno statuto che stabilisce le norme fondamentali dell’organizzazione dell’ente e, in particolare, specifica le attribuzioni degli organi e le forme di garanzia e di partecipazione delle minoranze, i modi di esercizio della rappresentanza legale dell’ente, anche in giudizio. Lo statuto stabilisce, altresì, le forme di collaborazione con gli altri enti locali, lo stemma e il gonfalone della Città.permalink frase

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2. Lo statuto stabilisce norme per assicurare condizioni di pari opportunità tra uomo e donna e per garantire la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e negli organi collegiali non elettivi della Città metropolitana, nonché degli enti, aziende e istituzioni da essi dipendenti.permalink frase

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3. Lo statuto disciplina le forme dell’accesso dei cittadini alle informazioni e ai procedimenti amministrativi.permalink frase

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4. Lo statuto disciplina gli istituti di partecipazione dei cittadini, ivi compreso il referendum abrogativo, consultivo e propositivo, l’iniziativa popolare di deliberazioni e l’istruttoria pubblica di provvedimenti di interesse generale, con modalità che assicurino il pieno coinvolgimento delle singole comunità locali nelle decisioni di loro specifico interesse.permalink frase

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5 Lo statuto determina le modalità di partecipazione alla vita pubblica degli stranieri regolarmente residenti nel territorio della Città metropolitanapermalink frase

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6. Lo statuto individua sistemi di controllo interno, al fine di garantire il funzionamento dell’ente, secondo criteri di efficienza, di efficacia e di economicità dell’azione amministrativa.permalink frase

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7. Lo statuto è approvato e modificato dalla conferenza metropolitana, che delibera a maggioranza assoluta dei suoi componenti che rappresentino almeno il 50 per cento della popolazione residente nel territorio della città metropolitana.permalink frase

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Art. 9 - Potestà regolamentare

1. Nel rispetto dei principi fissati dalla legge e dello statuto, le Città metropolitane adottano regolamenti nelle materie di propria competenza ed in particolare per l’organizzazione e il funzionamento delle istituzioni, degli organismi di partecipazione, per il funzionamento degli organi e degli uffici e per l’esercizio delle funzioni e la gestione dei servizi.permalink frase

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Art. 10 - Funzioni delle Città metropolitane

1. Spettano alle Città metropolitane tutte le funzioni e i compiti amministrativi che riguardano la popolazione ed il territorio metropolitano, precipuamente nei settori organici dei servizi alla persona ed alla comunità, della pianificazione territoriale ed urbana e delle reti infrastrutturali, dell’assetto ed utilizzazione del territorio con particolare riferimento alla localizzazione dei servizi e delle attività, della mobilità e viabilità, della sostenibilità ambientale, ecologica ed energetica, della gestione e organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale e della programmazione e dello sviluppo economico e sociale, salvo quanto non sia espressamente attribuito ad altri soggetti dalla legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze.permalink frase

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2. Alle Città metropolitane sono comunque attribuite le funzioni proprie delle province regionali e ai sensi della legislazione vigente al momento dell’entrata in vigore della legge regionale 27 marzo 2013, n. 7.permalink frase

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Art. 11 - Servizi di competenza statale

1. Nel proprio territorio le Città metropolitane coordinano i servizi la cui responsabilità è affidata dalla legislazione dello Stato ai comuni.permalink frase

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2. Le relative funzioni sono esercitate dal sindaco metropolitano quale ufficiale del Governo dello Stato.permalink frase

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Art. 12 - Caratteristiche dell’attività e compiti di programmazione delle Città metropolitane

1. Le Città metropolitane operano, di norma, sulla base di programmi, mediante i quali sono individuati gli obiettivi, i tempi e le modalità dei propri interventi.permalink frase

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2. Le Città metropolitane concorrono, altresì, nei modi stabiliti dalla legge, alla determinazione degli obiettivi e delle scelte dei piani e dei programmi socio-economici generali e settoriali della Regione ed alla formazione degli strumenti di pianificazione territoriale della Regione.permalink frase

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3. Le Città metropolitane predispongono e adottano il Piano Territoriale di Coordinamento Metropolitano che determina gli indirizzi generali di assetto strutturale del territorio e le scelte strategiche di sviluppo del territorio metropolitano, con la finalità ulteriore di tutelarne l'integrità fisica ed ambientale nonché l'identità culturale e, in particolare, indica:permalink frase

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a. le diverse destinazioni del territorio in relazione alla prevalente vocazione delle sue parti;permalink frase

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b. la localizzazione dei servizi e delle attività di livello metropolitano;permalink frase

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c. la localizzazione di massima delle maggiori infrastrutture, delle principali linee di comunicazione e delle reti per la gestione delle risorse energetiche e dei rifiuti;permalink frase

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d. le linee di intervento per la sistemazione idrica, idrogeologica ed idraulico-forestale ed in genere per il consolidamento del suolo e la regimazione delle acque;permalink frase

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e. le aree nelle quali sia opportuno istituire parchi o riserve naturali ed in genere le aree di tutela ambientale, ecologica e paesaggistica;permalink frase

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4. Il Piano Territoriale di Coordinamento Metropolitano è trasmesso alla Regione ai fini di accertarne la conformità agli indirizzi regionali della programmazione socio-economica e della pianificazione territoriale.permalink frase

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5. Entro 180 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, il Presidente della Regione, su proposta dell’Assessore regionale del territorio e dell’ambiente, e previa deliberazione della Giunta, emana apposito regolamento per disciplinare i contenuti specifici e le procedure di approvazione del Piano Territoriale di Coordinamento Metropolitano, nel rispetto del principio di partecipazione dei soggetti coinvolti e di garanzia delle relazioni sovra-metropolitane.permalink frase

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6. Gli enti e le amministrazioni pubbliche, nell’esercizio delle rispettive competenze, si conformano ai piani territoriali di coordinamento metropolitano.permalink frase

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Art. 13 - Trasferimento di funzioni dalla Regione alle Città metropolitane

1. Sono trasferite alle Città metropolitane, secondo le modalità ed i tempi previsti dal presente articolo, tutte le funzioni ed i compiti amministrativi finora esercitati dalla Regione, anche tramite enti o altri soggetti pubblici, non ricompresi nel comma 2 dell’articolo 31 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, e che non richiedono l’unitario esercizio a livello regionale.permalink frase

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2. Sono comunque attribuite alle Città metropolitane le funzioni amministrative che non richiedono l’unitario esercizio a livello regionale concernenti:permalink frase

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a. le attività produttive;permalink frase

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b. il commercio e l’artigianato;permalink frase

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c. l’istruzione, compresa l’edilizia scolastica.permalink frase

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d. la cultura;permalink frase

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e. l’agricoltura e le foreste;permalink frase

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f. la famiglia e le politiche sociali;permalink frase

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g. la gestione integrata dei rifiuti;permalink frase

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h. la gestione integrata del servizio idrico;permalink frase

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i. i lavori pubblici e le infrastrutture;permalink frase

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j. la mobilità, la viabilità e i trasporti;permalink frase

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k. la pianificazione urbana e territorialepermalink frase

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l. le politiche edilizie ed abitative; m. la protezione civile;permalink frase

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n. lo sviluppo economico;permalink frase

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o. il turismo, lo sport e lo spettacolo;permalink frase

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p. la gestione e la valorizzazione dei beni culturali ed ambientali.permalink frase

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3. A far data dall’inizio della seconda fase del periodo transitorio di cui al precedente art. 4, sono attribuite alle Città metropolitane le funzioni concernenti l’edilizia residenziale pubblica svolte dagli Istituti autonomi case popolari competenti per territorio.permalink frase

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4. All’individuazione delle funzioni e dei compiti da trasferire ai sensi del primo e del secondo comma e alla determinazione dei beni e delle risorse finanziarie, umane, strumentali ed organizzative necessarie all’esercizio delle funzioni di cui ai commi precedenti, si provvede mediante regolamenti regionali da emanarsi entro 12 mesi dall’entrata in vigore della presente legge. I regolamenti individuano, altresì, le strutture dell’amministrazione regionale, gli enti, le agenzie e gli organismi, comunque denominati, da sopprimere trasformare o accorpare perché interessati dal trasferimento. Ciascun regolamento è corredato della relazione tecnica con l’indicazione della quantificazione dei beni e delle risorse finanziarie, umane, strumentali e organizzative, ai fini della valutazione della congruità tra i trasferimenti e gli oneri conseguenti all’espletamento delle funzioni attribuite.permalink frase

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5. I regolamenti di cui al comma precedente sono emanati dal Presidente della Regione su proposta dell’Assessore regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica, previa deliberazione della Giunta, sulla base di un’intesa con le Città metropolitane, sentita la Conferenza Regione – Autonomie locali.permalink frase

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6. I conferimenti di funzioni e compiti di cui ai commi precedenti avvengono nell’osservanza dei principi posti dall’art. 4, comma 3, della legge 15 marzo 1997, n. 59, e dall’art. 35 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, e perseguono l’obiettivo di realizzare un riassetto organico e unitario delle funzioni amministrative, individuando con chiarezza il ruolo e le competenze dei diversi livelli di governo, sulla base della loro adeguatezza organizzativa e dimensionale.permalink frase

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7. Nell’individuazione delle funzioni e dei compiti da trasferire alle Città metropolitane, il Governo si attiene, altresì, ai seguenti criteri direttivi:permalink frase

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a) garantire il rispetto delle competenze legislative dello Stato e della Regione, l’autonomia e le competenze costituzionali degli enti territoriali ai sensi degli articoli 114, 117 e 118 della Costituzione, nonché la valorizzazione delle potestà statutaria e regolamentare delle città metropolitane;permalink frase

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b) individuare le funzioni delle Città metropolitane, in modo da prevedere, per ciascun livello di governo locale, la titolarità di funzioni connaturate alle caratteristiche proprie di ciascun tipo di ente, essenziali e imprescindibili per il funzionamento dell’ente e per il soddisfacimento dei bisogni primari delle comunità di riferimento, anche al fine di realizzare nelle aree metropolitane di cui all’art. 19 della legge regionale 6 marzo 1986, n. 9, sistemi di governo adeguati e differenziati, nonché della tenuta e della coesione dell’ordinamento della Repubblica e del pieno rispetto degli articoli 2 e 3 della Costituzione;permalink frase

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c) considerare come funzione delle città metropolitane, secondo il criterio di sussidiarietà, l’individuazione, per quanto non già stabilito dalla legge, delle attività relative ai servizi pubblici locali di rilevanza economica, il cui svolgimento è necessario al fine di assicurare la soddisfazione dei bisogni primari della comunità locale, in condizioni di generale accessibilità fisica ed economica, di continuità e di non discriminazione e ai migliori livelli di qualità e di sicurezza, ferma restando la competenza della Regione quando si tratta di attività da svolgere unitariamente a dimensione regionale;permalink frase

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d) prevedere strumenti che garantiscano il rispetto del principio di integrazione e di leale collaborazione tra i diversi livelli di governo nello svolgimento delle funzioni che richiedono per il loro esercizio la partecipazione di più enti;permalink frase

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e) prevedere forme di supporto, di collaborazione e di cooperazione tra la Regione e le Città metropolitane, anche per quanto concerne l’impiego di fondi strutturali europei;permalink frase

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f) garantire un’adeguata riorganizzazione degli apparati dell’amministrazione regionale, diretta, indiretta e strumentale, al fine di semplificarne l’assetto e di ridurne i costi.permalink frase

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8. Le Città metropolitane provvedono direttamente, nelle materie ad esse trasferite, alla concessione ed erogazione di servizi, sovvenzioni, contributi, ausili finanziari o vantaggi economici di qualunque genere.permalink frase

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9. A seguito dell’entrata in vigore di ciascun regolamento, si procede alle conseguenti variazioni di bilancio al fine di consentire l’effettivo esercizio delle funzioni disciplinate.permalink frase

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10. L’esercizio delle funzioni e dei compiti trasferiti ai sensi dei commi precedenti, nonché l’attribuzione dei beni e delle risorse finanziarie, umane, strumentali e organizzative necessarie al loro esercizio decorre dall’inizio dell’esercizio finanziario successivo a quello in cui entrano in vigore i predetti regolamenti.permalink frase

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Art. 14 - Risorse finanziarie

1. Il sistema di finanziamento delle Città metropolitane, in attuazione dell’articolo 119, quarto comma, della Costituzione e in un quadro di concertazione interistituzionale e di leale cooperazione tra le amministrazioni, è ispirato ai seguenti principi fondamentali:permalink frase

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a. sufficienza dei mezzi finanziari per l’esercizio delle competenze attribuite;permalink frase

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b. previsione di modalità di adeguamento idonee a garantire l’integrale copertura delle funzioni assegnate alla competenza amministrativa delle città metropolitanepermalink frase

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c. solidarietà tra la Regione e gli enti locali;permalink frase

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d. rispetto delle esigenze di riequilibrio economico sancite dagli articoli 3 e 119 della Costituzione.permalink frase

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2. La legge regionale può determinare, ai sensi dell’art. 36 dello statuto speciale, le aree dei tributi nelle quali le città metropolitane individuano, nell’esercizio della propria autonomia, i presupposti e i soggetti passivi dei propri tributi. I tributi di cui al presente comma hanno natura commutativa, afferiscono alle materie di competenza legislativa della Regione o alle funzioni degli enti locali, sono connessi al territorio dell’ente locale e non possono avere gli stessi presupposti di tributi statali.permalink frase

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3. Alla Città metropolitana sono, comunque, attribuiti i trasferimenti, i tributi e le tariffe spettanti nonché quelli attribuiti alla Provincia Regionale.permalink frase

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4. Alla Città metropolitana sono attribuite le risorse finanziarie di cui all’art. 24 del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68 e successive modifiche ed integrazioni, con l'esclusione di quanto previsto dal comma 2, lett. a) dello stesso articolo.permalink frase

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5. Il livello delle risorse finanziarie definito a norma dei precedenti commi deve essere tale da garantire, in sede di prima applicazione, ad ogni singola Città metropolitana, il volume della spesa storica effettuata con riferimento alle funzioni e ai compiti attribuiti. A tal fine si calcola la media attualizzata delle risorse utilizzate in ciascun comune e pro quota nella provincia regionale rientrante nel territorio della Città metropolitana negli esercizi 2010, 2011, 2012 e 2013 per il finanziamento delle spese, da chiunque effettuate, derivanti dall’esercizio delle funzioni comunque attribuite alle Città metropolitane alla data di entrata in vigore della presente legge.permalink frase

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Art. 15 - Bilancio

1. Lo statuto della Città metropolitana può prevedere che il bilancio sia strutturato per aree territoriali d’intesa con la conferenza metropolitana.permalink frase

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