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[...] In una situazione così articolata, entrambi gli aspetti connessi alla gestione del rischio e cioè, agire nei confronti delle pericolosità (eliminazione cause, contenimenti, etc.) o nei confronti del rischio (consolidamenti, misure di adattamento, riduzione dell’esposizione, etc.), hanno bisogno di risposte complesse e ben strutturate che coinvolgono l’intero tema del governo territoriale. La manutenzione ed il riordino del reticolo idrografico naturale ad artificiale, la lotta agli incendi, l’attenzione alle buone pratiche agricole per la riduzione dell’erosione ed il riordino urbanistico nelle aree in dissesto sono i temi da affrontare in maniera trasversale nelle politiche di sviluppo e di miglioramento della vita. L’obiettivo specifico dovrà essere affrontato su almeno tre fronti, da una parte intervenire nelle situazioni emergenziali e conclamate di rischio in ambito residenziale e di infrastrutture strategiche, dall’altra ripristinare un rapporto corretto con il territorio di tutte le attività umane, favorendo soprattutto nuovi sistemi di manutenzione e monitoraggio delle zone critiche e inoltre aumentare il livello di consapevolezza delle popolazioni esposte per operare un cambio culturale in grado di aumentare il livello di resilienza delle popolazioni, con azioni specifiche che permettano il loro coinvolgimento, soprattutto dove maggiormente esposte.
Silvia Giarratano
credo che la soluzione passi dal pianificare il rimboschimento delle aree a monte di tutti i comuni, nessuno escluso, per migliorare le condizioni dell'aria, del suolo e quindi la situazione idrogeologica di territori che adesso abbiamo reso vulnerabili. Per favorire il naturale sviluppo e mantenimento degli alberi penso sia meglio premiare i comuni che passano indenni le estati dai roghi dolosi e multare i proprietari di terreni coinvolti da incendi di sterpaglia o che non provvedono alla manutenzione ordinaria dei confini, quando a questo, l'anas, la provincia o i comuni siano già tenuti a
Silvia Giarratano, 16/07/2014 00:04