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OT 5 Promuovere l’adattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e la gestione dei rischi

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PREVENZIONE E RIDUZIONE DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO E DI EROSIONE COSTIERA-RISCHIO INCENDI E RISCHIO SISMICO.permalink frase

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La Commissione Europea ha presentato la Strategia Europea di Adattamento ai cambiamenti climatici introducendo così un quadro normativo mirato a rendere l’Unione Europea sempre più pronta ad affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici. I quattro pilastri fondamentali della Strategia sono: 1) costruire una solida base di conoscenze sugli impatti e le conseguenze del cambiamento climatico, 2) integrare l’adattamento nelle principali aree di policy in Europa; 3) utilizzare strumenti di policy per garantire l’adattamento; 4) promuovere la cooperazione internazionale sull’adattamento.permalink frase

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La condizione di fragilità del territorio siciliano - dovuta alla sua naturale vulnerabilità e agli effetti prodotti dai cambiamenti climatici - enormemente accentuata dalle condizioni insediative - trova riscontro nei danni che conseguono agli eventi meteo climatici e/o sismici che, pur nella loro oggettiva gravità, vengono assorbiti con ripercussioni assai meno rilevanti in altri contesti territoriali e di sviluppo antropico. Questa consapevolezza è alla base degli obiettivi dell’Asse Prioritario 5 che prevede infatti la relalizzazione di interventi volti alla riduzione del rischio idrogeologico e di erosione costiera e alla riduzione del rischio incendi e rischio sismico.permalink frase

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OBIETTIVO SPECIFICO 5.1

La Sicilia è caratterizzata da diffusa vulnerabilità al rischio idrogeologico che coinvolge il 70% dei centri abitati e gran parte delle rete viaria minore soprattutto nelle aree interne.permalink frase

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In una situazione così articolata, entrambi gli aspetti connessi alla gestione del rischio e cioè, agire nei confronti delle pericolosità (eliminazione cause, contenimenti, etc.) o nei confronti del rischio (consolidamenti, misure di adattamento, riduzione dell’esposizione, etc.), hanno bisogno di risposte complesse e ben strutturate che coinvolgono l’intero tema del governo territoriale. La manutenzione ed il riordino del reticolo idrografico naturale ad artificiale, la lotta agli incendi, l’attenzione alle buone pratiche agricole per la riduzione dell’erosione ed il riordino urbanistico nelle aree in dissesto sono i temi da affrontare in maniera trasversale nelle politiche di sviluppo e di miglioramento della vita. L’obiettivo specifico dovrà essere affrontato su almeno tre fronti, da una parte intervenire nelle situazioni emergenziali e conclamate di rischio in ambito residenziale e di infrastrutture strategiche, dall’altra ripristinare un rapporto corretto con il territorio di tutte le attività umane, favorendo soprattutto nuovi sistemi di manutenzione e monitoraggio delle zone critiche e inoltre aumentare il livello di consapevolezza delle popolazioni esposte per operare un cambio culturale in grado di aumentare il livello di resilienza delle popolazioni, con azioni specifiche che permettano il loro coinvolgimento, soprattutto dove maggiormente esposte.permalink frase

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Tipologia di azionipermalink frase

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5.1.1 Interventi di gestione del rischio geomorfologico, idraulico e di erosione costiera.permalink frase

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5.1.3 Interventi di realizzazione, manutenzione e rinaturalizzazione di infrastrutture verdi e servizi eco sistemicipermalink frase

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OBIETTIVO SPECIFICO 5.3

Nel campo del rischio naturale ed antropico il territorio siciliano si caratterizza anche per l’elevata vulnerabilità ai rischi sismici e vulcanici aggravati all’elevata vulnerabilità del patrimonio edilizio, infrastrutturale, industriale, produttivo e dei servizi e dall’ altissima pericolosità per densità abitativa e presenza di un patrimonio storico, artistico e monumentale. Sulla base della valutazione dei rischi e attraverso l’individuazione e la caratterizzazione delle zone maggiormente soggette a instabilità (studi di Microzonazione Sismica), saranno selezionate le priorità di intervento del FESR per la messa in sicurezza degli edifici strategici, funzionali anche alla riduzione del rischio vulcanico, e per la realizzazione di sistemi di prevenzione e allerta precoce, previsti anche in relazione al rischio idrogeologico.permalink frase

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Tra le priorità, le principali sono:permalink frase

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Prevenzione e riduzione della vulnerabilità con particolare riguardo al patrimonio edilizio pubblico e/o ad uso pubblico, dell’edilizia privata, degli edifici “strategici” (scuole, ospedali, strutture adibite alla gestione dell’emergenza).permalink frase

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Miglioramento della conoscenza del fenomeno, anche attraverso il monitoraggio del territorio e la valutazione del pericolo a cui è esposto il patrimonio abitativo, la popolazione e i sistemi infrastrutturali;permalink frase

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Miglioramento dell’operatività e dello standard di gestione dell’emergenza a seguito di un terremoto;permalink frase

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Coinvolgimento della popolazione con una costante e incisiva azione di informazione e sensibilizzazione.permalink frase

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Tipologia di azionipermalink frase

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5.3.1 Integrazione e sviluppo di sistemi di prevenzione, anche attraverso reti digitali interoperabili di coordinamento operativo precoce.permalink frase

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5.3.2 Interventi di messa in sicurezza sismica degli edifici strategici e rilevanti pubblici/privati ubicati nelle aree maggiormente a rischiopermalink frase

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5.3.3 Recupero e allestimento degli edifici pubblici destinati ai Centri funzionali e operativipermalink frase

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5.3.4 Interventi di micro zonazione sismica e sviluppo di sistemi di prevenzionepermalink frase

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